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Come cambiano i buoni pasto con la digitalizzazione

buoni pastoI buoni pasto sono tra i benefit più apprezzati da imprese e collaboratori, perché permettono di generare un circolo virtuoso di benessere, soddisfazione e motivazione. Negli ultimi anni, questa soluzione ha conosciuto un’evoluzione importante: la nascita della versione elettronica, l’approvazione della Legge di Bilancio 2020 e la forte accelerazione digitale.

Nell’articolo di oggi, ripercorriamo le fasi e i cambiamenti più significativi del servizio.

Buoni pasto: evoluzione, sviluppo e cambiamenti decisivi

Il buono pasto è nato negli anni Cinquanta in versione cartacea, diventando presto uno tra i benefit più diffusi nelle aziende e apprezzati dai collaboratori.

Si tratta di una soluzione alternativa alla mensa che può essere introdotta dalle aziende impossibilitate a occuparsi del servizio. Non è l’unica opzione a disposizione delle imprese: l’indennità sostitutiva di mensa è un corrispettivo erogato in busta paga a integrazione della retribuzione, quindi soggetto a tassazione, salvo alcune eccezioni.

In un precedente articolo abbiamo confrontato le due opzioni, clicca qui per leggerlo subito!

Negli anni, i buoni pasto si sono evoluti per rispondere anche alle sfide più complesse dell’azienda del futuro. Passiamo all’analisi delle fasi decisive, a cominciare dalla diffusione della versione elettronica.

Buono pasto elettronico VS cartaceo

La versione elettronica del buono pasto si distingue da quella cartacea sia per la sua natura, sia per i vantaggi che riserva.

Il formato cartaceo si presenta come un blocchetto di tagliandi, ciascuno dei quali riporta il valore facciale del buono, il nome del beneficiario, la scadenza e uno spazio per la firma.

Quello elettronico è invece una card magnetica dotata di chip, simile a carte di credito o bancomat e leggibile dai POS degli esercenti convenzionati.

Le due varianti del buono pasto rispettano le medesime disposizioni in materia di cumulabilità e di categorie di esercenti che le possono accettare. Nello specifico, l’articolo 3 del Decreto 122/2017 del MiSE definisce gli esercizi commerciali che possono erogare il servizio sostitutivo di mensa a mezzo del buono pasto.

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I soggetti legittimati a esercitare la somministrazione di alimenti e bevande, l’attività di mensa e la vendita al dettaglio di prodotti alimentari sono:

  • ristoranti
  • tavole calde
  • bar
  • mense aziendali e interaziendali
  • punti vendita della grande distribuzione organizzata
  • mercati rionali
  • agriturismi
  • ittiturismi
  • coltivatori diretti
  • spacci aziendali alimentari

Inoltre, la normativa consente di utilizzare fino a otto buoni pasto per transazione al giorno.

La Legge di Bilancio 2020 promuove il buono pasto elettronico

Nell’ambito del piano cashless, la Legge di Bilancio 2020 è intervenuta modificando le soglie di defiscalizzazione, rendendo la versione elettronica del buono pasto ancora più vantaggiosa.

A partire dal 1° gennaio 2020, le quote che non concorrono alla formazione del reddito da lavoro sono passate:

  • da 5,29€ a 4,00€ per quanto riguarda il buono cartaceo
  • da 7,00€ a 8,00€ per quanto riguarda il buono elettronico

Questa misura colloca il buono pasto elettronico all’interno del ventaglio di strumenti a disposizione delle imprese per migliorare la qualità della vita dei collaboratori e sancisce un passaggio fondamentale nel percorso di digitalizzazione delle aziende.

La versione elettronica è smart, pratica, immediata e fruibile in qualunque contesto, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Come rispondere alle nuove necessità dei collaboratori

L’emergenza sanitaria ha messo in luce le nuove opportunità per le aziende. La trasformazione digitale era un processo già in corso negli ultimi anni, ma in soli pochi mesi ha subito un’importante accelerazione. Gli obiettivi e i focus sono cambiati, orientandosi in misura maggiore alla crescita progressiva e alla flessibilità.

Gli strumenti a disposizione delle imprese per generare un circolo virtuoso di benessere e migliorare la qualità della vita non possono essere esclusi da questo percorso. Occorre dunque rispondere alle necessità e ai problemi prioritari dei collaboratori con soluzioni efficienti, immediate e pratiche.

Il buono pasto elettronico è un esempio di benefit flessibile, in grado di adattarsi anche ai contesti in rapido cambiamento.

A dimostrarlo è una recente indagine internazionale – che puoi approfondire in questo articolo - che ha messo in luce le esigenze dei collaboratori nella nuova normalità lavorativa: tra i benefit più apprezzati e desiderati dai collaboratori in smart working, troviamo proprio i buoni pasto.

Restando in tema di opportunità digitali per migliorare la qualità della vita dei collaboratori, non possiamo non menzionare le app per smartphone dedicate agli utilizzatori.

buoni pasto elettronici

Ad esempio, le funzioni riservate agli utilizzatori di Pass Lunch Card permettono di:

  • tracciare i movimenti e lo storico delle transazioni
  • visualizzare il saldo disponibile
  • cercare l’esercizio commerciale convenzionato più vicino
  • accedere a servizi extra, come la sezione FAQ

Oltre a essere garantiti anche in modalità agile, come confermato dall’approfondimento di ANSEB scaricabile a questo link, questi strumenti sono gestibili dall’ufficio competente in modo pratico, da remoto come in sede.

Un’ulteriore spinta alla digitalizzazione è arrivata di recente con la firma del Decreto Semplificazioni che introduce un unico terminale di pagamento. L’obiettivo è semplificare i processi legati alle transazioni per gli esercizi commerciali e promuovere la versione elettronica del buono pasto tra le imprese.


Nell’articolo di oggi, abbiamo parlato di come la trasformazione digitale abbia coinvolto anche il buono pasto.

Se vuoi mettere a disposizione dei collaboratori soluzioni innovative e all’altezza delle aspettative, per supportarli nelle sfide del prossimo futuro, richiedi una consulenza gratuita!

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Argomenti: buoni pasto, buoni pasto elettronici, gestione operativa, cultura aziendale agile

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