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Buoni pasto elettronici: come funzionano? Normativa & vantaggi

buoni pasto elettronici come funzionanoTra le soluzioni capaci di generare un circolo virtuoso di benessere, motivazione e soddisfazione, troviamo i buoni pasto elettronici. Come funzionano? Negli anni, la versione smart del tradizionale blocchetto di tagliandi cartacei è passata dall’essere un semplice benefit a uno strumento di welfare davvero efficace.

Nell’articolo di oggi, analizzeremo l’evoluzione di questo strumento, anche alla luce della nuova normalità lavorativa.

Buoni pasto elettronici: come funzionano e perché sono strategici

Il buono pasto in formato smart si distingue dalla versione cartacea per la sua natura, ma non solo.

Rispetto al tradizionale blocchetto di tagliandi cartacei - che riportano valore facciale del buono, nome del beneficiario, scadenza e spazio per la firma - il buono pasto elettronico è una tessera magnetica. Dotata di microchip, come carte di credito e bancomat, la card è leggibile dai POS degli esercenti commerciali.

La praticità del formato elettronico non è l’unico elemento distintivo: negli anni, lo strumento ha conosciuto un’importante evoluzione, grazie anche agli interventi legislativi a suo favore.

A rendere questo benefit aziendale ancora più strategico e vantaggioso è la recente normativa che ha modificato le quote che non concorrono alla formazione del reddito da lavoro.

Infatti, nell’ambito del piano cashless, la Legge di Bilancio 2020 è intervenuta sulle soglie di defiscalizzazione, che dal 1° gennaio 2020 sono passate:

  • da 5,29€ a 4,00€ per quanto riguarda il buono cartaceo
  • da 7,00€ a 8,00€ per quanto riguarda il buono elettronico

L’obiettivo di questa misura è semplificare le attività quotidiane, attraverso strumenti pratici e fruibili in qualunque contesto.

È consentito utilizzare fino a 8 buoni pasto per transazione al giorno.

Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, i due formati del buono pasto rispettano le stesse disposizioni in tema di cumulabilità e categorie di esercenti convenzionati con le società emettitrici.

L’articolo 3 del Decreto 122/2017 del MiSE ha stabilito le categorie di soggetti legittimati a esercitare la somministrazione di alimenti e bevande, l’attività di mensa e la vendita al dettaglio di prodotti alimentari:

  • ristoranti
  • tavole calde
  • bar
  • mense aziendali e interaziendali
  • punti vendita della grande distribuzione organizzata
  • mercati rionali
  • agriturismi
  • ittiturismi
  • coltivatori diretti
  • spacci aziendali alimentari

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Di recente, si è discusso molto di lavoro agile, in risposta all’emergenza sanitaria e alla necessità di garantire salute e sicurezza.

La Legge 26 febbraio 2021 promuove l’accesso semplificato allo smart working, al netto dell’effettiva possibilità di svolgere le attività a distanza.

Quest’apertura, coerente con le disposizioni sul tema degli ultimi mesi, apre alla questione del trattamento economico della prestazione di lavoro in modalità agile.

La Legge 81/2017 chiarisce gli aspetti più importanti, compresa la gestione degli strumenti di welfare da parte delle aziende, buoni pasto inclusi.

La normativa, interpretata da ANSEB con una circolare pubblicata sul suo sito, conferma che non esistono divieti al riconoscimento dei buoni pasto ai collaboratori agili.

L’unico impedimento riguarda specifici accordi integrativi presenti nel contratto stipulato tra l’azienda e il dipendente, che di fatto escludono quest’ultimi dal godimento del benefit.

Questa svolta si rivela cruciale, soprattutto in un momento storico che richiede alle aziende un’accelerazione della digitalizzazione e dell’approccio orientato alla flessibilità.

Accogliere la trasformazione con i buoni pasto elettronici

L’esenzione agevolata del buono pasto elettronico è un supporto concreto al processo di digitalizzazione delle imprese, che negli ultimi mesi ha subito un forte impulso.

Ad oggi, fare previsioni future sulle dinamiche aziendali future è piuttosto complesso, ma si stanno già delineano nuovi equilibri. Si stima che nei prossimi anni saranno in 5,35 milioni a lavorare in modalità agile, quanto meno per una buona parte del tempo.

buoni pasto elettronici come funzionano

La nuova normalità lavorativa richiede strumenti a sostegno del potere d’acquisto e della qualità della vita, capaci di rispondere in modo efficace alle diverse esigenze.

In questo scenario, il buono pasto elettronico rappresenta la soluzione più adatta, sia per le aziende che per i dipendenti.

Ad esempio, grazie alle funzioni smart messe a disposizione dalle imprese che scelgono Pass Lunch Card, l’ufficio competente può gestire la distribuzione ai collaboratori da remoto, attraverso l’accesso a un portale dal quale caricare gli importi.

Questa soluzione permette di tutelare la sicurezza e rispettare le disposizioni in tema di distanziamento.

Importanti vantaggi sono riservati anche agli utilizzatori di Pass Lunch Card, che hanno la possibilità di:

  • tracciare i movimenti e lo storico delle transazioni
  • visualizzare il saldo disponibile
  • cercare l’esercizio commerciale convenzionato più vicino
  • accedere a servizi extra, come la sezione FAQ

Nell’articolo di oggi, abbiamo parlato di buoni pasto elettronici: come funzionano? Quali sono le modalità di gestione? E quali i vantaggi dell’utilizzo in azienda?

La digitalizzazione sta coinvolgendo sempre più aspetti e dinamiche interne alle imprese; non possono essere escluse le soluzioni a disposizione dei collaboratori per sostenere il potere d’acquisto e migliorare la qualità della vita.

I nostri consulenti sono a tua disposizione per attivare un piano di iniziative efficaci e personalizzate. Richiedi una consulenza gratuita!

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Argomenti: buoni pasto, normativa fiscale, buoni pasto elettronici, gestione operativa

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