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Buoni pasto in maternità: quando spettano secondo la normativa

buoni pasto in maternità

A chi spettano i buoni pasto? Secondo la legge, tutti i lavoratori subordinati hanno diritto a ricevere i buoni pasto, anche nel caso in cui l’orario di lavoro non preveda una pausa da dedicare al pasto.
Persino chi lavora in smart working ha diritto a ricevere i buoni pasto. Ma come funziona durante il periodo della gravidanza? Le collaboratrici in dolce attesa hanno diritto a questo benefit durante la maternità obbligatoria? E durante il periodo di congedo parentale?

Continua a leggere per trovare risposta a tutte le domande su buoni pasto e maternità.

Secondo la normativa i buoni pasto spettano a tutti i dipendenti subordinati. Ma cosa succede nel periodo di gravidanza? Ecco a chi spettano i buoni pasto nei periodi di maternità sia obbligatoria, sia facoltativa.  

I buoni pasto sono un servizio sostitutivo di mensa aziendale nonché uno dei benefit più apprezzati dai collaboratori che li ricevono e dalle imprese che li concedono. Con i Buoni Pasto Sodexo , che sono accettati nei principali ristoranti, negozi alimentari e supermercati, i dipendenti possono gestire in autonomia la propria pausa pranzo e l’azienda può manifestare un reale supporto economico ai propri collaboratori. Detassati e 100% deducibili – come definito dalla normativa – i buoni pasto sono vantaggiosi per ambo le parti, risultando uno dei benefit aziendali più diffusi tra le aziende.

Ma cosa succede in maternità? Le lavoratrici hanno diritto a ricevere i buoni pasto nel periodo di gravidanza e nel periodo di congedo parentale? Ecco come tutto ciò che c’è da sapere su buoni pasto e  neogenitori.

Maternità obbligatoria, facoltativa e anticipata: cosa cambia?

Prima di entrare nel merito del discorso, è bene fare una distinzione tra i diversi periodi di congedo concessi alle lavoratrici in dolce attesa.

  • Cosa significa “maternità obbligatoria”? Come suggerisce la parola, la maternità obbligatoria è un periodo, della durata di cinque mesi, durante il quale la lavoratrice non può rinunciare al congedo di maternità. Allo stesso modo, il datore di lavoro non può impiegarla durante tale periodo.
  • La maternità anticipata, invece, prevede la possibilità, per la lavoratrice, di astenersi dal lavoro prima dei suddetti termini nel caso in cui si presenti una situazione di gravidanza o lavoro a rischio, previa disposizione dall’ASL o dagli Uffici Territoriali dell’Ispettorato Nazionale Lavoro.
  • Infine, quando si parla di maternità facoltativa si fa riferimento al periodo di astensione dal lavoro che può essere richiesto dopo la nascita di uno o più figli, oppure dopo l’adozione o l’affidamento di minori.

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Buoni pasto durante il congedo di maternità: come funziona?

Il diritto al riconoscimento dei buoni pasto nel periodo di maternità obbligatoria dipende dalla relativa fonte di erogazione.

Questo significa che le lavoratrici hanno diritto ai buoni pasto in maternità obbligatoria se la contrattazione, il contratto individuale o il regolamento interno dell’azienda lo prevedono. Il motivo dipende dal fatto che, trattandosi di un elemento del “trattamento economico e normativo” che il datore di lavoro è obbligato a garantire ai propri dipendenti, questo servizio dovrà essere garantito anche nel periodo di maternità.

Al contrario, però, se il buono pasto viene erogato su base volontaria dall’impresa, senza alcun tipo di accordo individuale, allora la lavoratrice non avrà diritto a ricevere il servizio sostitutivo di mensa. Lo stesso discorso è valido per quanto riguarda il periodo di maternità facoltativa, durante il quale non sussiste per la lavoratrice il diritto al riconoscimento dell’assegnazione dei buoni pasto.

Piccola precisazione, per il periodo di paternità obbligatoria, valgono le stesse disposizioni della maternità obbligatoria. Dunque, anche i neopapà hanno diritto a ricevere buoni pasto tramite dei contratti collettivi o accordi aziendali.

Buoni pasto durante l’allattamento

Un fatto interessante che riguarda le lavoratrici in maternità è quello relativo all’allattamento. Infatti, i buoni vengono maturati anche durante le ore di allattamento: come ha ribadito la Cassazione, la dipendente ha diritto al buono pasto solo se la sua prestazione lavorativa giornaliera effettiva è di almeno 6 ore, oppure un altro superiore minimo stabilito dalla contrattazione collettiva.

L'erogazione dei buoni pasto, infatti, è collegata al diritto ad effettuare un intervallo in una giornata di lavoro di durata superiore a 6 ore.


Buoni pasto e congedo parentale, tutte le regole

E per quanto riguarda il congedo parentale, previsto dall’articolo 32 del Decreto Legislativo n. 151 del 2001, cosa dice la normativa? Innanzitutto, con “congedo parentale” si fa riferimento a un periodo di astensione facoltativa cui entrambi i genitori hanno diritto. Si tratta di un periodo complessivo di 10 mesi di assenze da utilizzare per la cura dei figli. I neogenitori, quindi, dovranno accordarsi in modo tale che le loro assenze totali non superino tale soglia.

Si ha diritto ai buoni pasto durante il congedo parentale? Purtroppo, a prescindere dalla modalità di erogazione e dai contratti collettivi, durante questo periodo di assenze i lavoratori non possono usufruire di questo benefit.


In questo articolo, abbiamo trattato il tema dei buoni pasto, focalizzandoci sul diritto delle lavoratici a ottenere questo benefit durante i periodi di maternità. Dopo aver visto la differenza tra i diversi tipi di maternità di cui una lavoratrice può beneficiare durante la gravidanza, abbiamo analizzato il funzionamento della concessione dei buoni pasto, anche durante i permessi per l’allattamento.

Le aziende, dunque, possono continuare a sostenere le lavoratrici  fornendo loro buoni pasto da sfruttare durante l’astensione all’attività lavorativa per portare avanti la gravidanza.

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Argomenti: buoni pasto, benefit aziendali

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