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Buono pasto: le risposte alle domande più frequenti

buono pastoLa Legge di Bilancio 2020 ha introdotto novità importanti in termini di defiscalizzazione del buono pasto, valide a partire dal 1° gennaio 2020.

L’obiettivo del nostro articolo è rispondere alle domande più frequenti e fugare eventuali dubbi sulle modifiche disposte dalla normativa.

Tutte le risposte ai dubbi sul buono pasto

Il testo della nuova Legge di Bilancio 2020 ha introdotto importanti novità in termini di vantaggi del buono pasto elettronico e delle quote che non concorrono alla formazione di reddito da lavoro.

A partire dal 1° gennaio 2020, dunque, sono cambiate le soglie di defiscalizzazione e di conseguenza i benefici per aziende e collaboratori.

Nei prossimi paragrafi, analizzeremo le principali novità, a partire dai tetti di defiscalizzazione, per fugare i dubbi più diffusi.

1. Quali sono le nuove soglie di defiscalizzazione dei buoni pasto?

Le novità introdotte dalla normativa hanno disposto una sostanziale modifica alle soglie massime di defiscalizzazione, che a partire dal 1° gennaio 2020 passano:

  • Da 5,29€ a 4,00€ per i buoni pasto cartacei
  • Da 7,00€ a 8,00€ per i buoni pasto elettronici

La normativa attualmente in vigore aggiorna il valore della quota che non concorre alla formazione del reddito da lavoro e, quindi, non è sottoposta a imposizione fiscale. Quest’ultima si riduce a 4,00€ per quanto riguarda il formato cartaceo e sale a 8,00€ per i titoli elettronici.

L’obiettivo della manovra, più volte anticipato nel corso delle discussioni tra Camera e Senato, è incentivare l’utilizzo di sistemi elettronici e tracciabili.

Ricordiamo che il buono pasto elettronico è la versione digitale dei più tradizionali titoli cartacei e, trattandosi di tessere dotate di banda magnetica, come bancomat e carte di credito, rende più pratico l’utilizzo e il processo di accredito.

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Inoltre, il tracciamento dei movimenti è accurato e permette di monitorare le transazioni e bloccare la carta, in qualsiasi momento, ad esempio in caso di smarrimento o furto.

2. Il testo prevede una variazione rispetto a modalità di utilizzo e cumulabilità?

Non cambiano le disposizioni, stabilite dal Decreto MISE n.122 del 2017, che consentono di presentare il buono pasto presso le seguenti categorie di esercizi commerciali:

  • ristoranti
  • tavole calde
  • bar
  • supermercati, ipermercati, discount
  • spacci di aziende alimentari
  • coltivatori diretti
  • mercati
  • agriturismi
  • ittiturismi

Non è prevista alcuna variazione rispetto al Decreto 122/2017 anche per quanto riguarda la cumulabilità e il divieto di convertire i buoni pasto in denaro e di cederli a terzi.

La Legge attualmente in vigore consente di utilizzare fino a 8 buoni pasto per transazione al giorno, esclusivamente al titolare dei buoni, il cui nome è riportato sui singoli tagliandi cartacei o sulla card elettronica.

3. I vantaggi per aziende e collaboratori sono cambiati?

Alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2020, cambiano i vantaggi per le aziende che scelgono di mettere a disposizione dei collaboratori i buoni pasto elettronici.

Come abbiamo visto, con l’innalzamento a 8 € della soglia di deducibilità del formato elettronico, si offre ai dipendenti un contributo maggiore e defiscalizzato a sostegno della spesa alimentare.

La tassazione agevolata nel caso della versione digitale è una delle ragioni per incentivarne l’adozione in azienda, facendo leva sull'opportunità di promuovere uno stile di vita sano e bilanciato, fondamentale per migliorare la concentrazione e le performance.

buono pasto

Da un punto di vista gestionale, l’introduzione dei buoni pasto elettronici semplifica l’operatività interna e la distribuzione dei titoli ai collaboratori: non si consegnano più i carnet a ciascun collaboratore, perché ogni mese si può procedere al caricamento sulla card di un importo pari al valore spettante, calcolato solitamente in base ai giorni effettivamente lavorati nel corso del mese precedente.

E per quanto riguarda i collaboratori?

Il valore facciale defiscalizzato fino a 8 € per i buoni pasto elettronici rappresenta un contributo notevole, in grado di aggiungere ulteriore valore a un benefit già ampiamente diffuso e apprezzato. Ma non è tutto, anche da un punto di vista pratico, il formato elettronico risulta estremamente comodo per gli utilizzatori che non devono portare con sé il blocchetto cartaceo, rischiando che si deteriori o venga smarrito.

La card, oltre a essere semplice da utilizzare, facilita il tracciamento delle operazioni, il controllo sulle ricariche disposte dall'azienda e sulle transazioni effettuate.


Il buono pasto è stato oggetto di importanti modiche in merito alle soglie di defiscalizzazione. I buoni pasto elettronici risultano ancora più vantaggiosi per aziende e collaboratori.

Offrendo una soluzione pratica e flessibile, inoltre, le aziende hanno a disposizione uno strumento per diffondere benessere e migliorare la motivazione, elementi cruciali per l’incremento delle performance.

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Argomenti: buoni pasto, normativa fiscale, buoni pasto elettronici

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