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Come motivare il personale con 4 approcci efficaci

motivare il personaleLa motivazione è la leva più strategica nel raggiungimento degli obiettivi, perché può migliorare i livelli di soddisfazione e di benessere. Alimentare un circolo virtuoso che parta dal coinvolgimento dei collaboratori è determinante, ma lo è altrettanto conoscere i diversi approcci e attitudini, per attivare iniziative efficaci. Nell’articolo di oggi, vedremo alcuni consigli per motivare il personale, con quattro strategie personalizzate.

Motivare il personale: perché adottare un approccio su misura

La condivisione di una cultura aziendale e di valori basati sulla trasparenza delle comunicazioni è una delle condizioni indispensabili per motivare il personale. È a partire da una piena consapevolezza delle proprie responsabilità, infatti, che derivano una maggiore soddisfazione nei confronti del ruolo e un incremento delle performance.

La motivazione al lavoro è determinata anche dallo stile di leadership, l’approccio con cui il manager guida i collaboratori nelle attività quotidiane e nel percorso professionale. Ascoltare le specifiche esigenze e necessità risulta indispensabile per adottare una strategia efficace che dimostri apprezzamento e vicinanza.

Uno dei compiti dei manager è la valutazione delle diverse attitudini e i modi di fare, prima di definire gli obiettivi, condividere i progetti e assegnare le attività.

Un coinvolgimento passivo dei collaboratori - limitato a un elenco di compiti da svolgere - non è in grado da solo di fornire un valore aggiunto. Al contrario, quando l’obiettivo è favorire la crescita personale e professionale, incrementando il know how e la competitività aziendale, è utile alimentare l’interesse nei confronti delle attività.

Un presupposto importante per la motivazione al lavoro è lo sviluppo continuo delle competenze, per affrontare con successo le trasformazioni di mercato.

Il 2020 ha messo in luce la necessità di digitalizzare i processi in modo rapido, per orientarli a una maggiore efficacia nel rispondere alle trasformazioni del mercato. Alla luce di questa nuova normalità, la cultura aziendale agile si è rivelata a strategica per affrontare al meglio lo scenario.

Fin qui, abbiamo visto come motivare il personale con approcci personalizzati risulti determinante per affrontare anche le sfide più complesse e incrementare le performance.

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Nei prossimi paragrafi, analizzeremo le caratteristiche di quattro personalità distinte, individuando le best practice più adatte a ciascun tipo di comportamento.

4 best practice personalizzate per motivare il personale

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1. Personalità accomodante

Una personalità di questo tipo è molto precisa e attenta. Di norma, non ha difficoltà a rispettare le scadenze o a portare a termine i suoi compiti persino in anticipo. Un collaboratore accomodante organizza la sua agenda e definisce le priorità, dimostrando una predisposizione spiccata all’assunzione di responsabilità.

Tuttavia, sentendosi a suo agio all’interno di schemi e abitudini, questo tipo di personalità potrebbe non avvertire il bisogno di una maggiore realizzazione personale, se non per assecondare la richiesta di qualcun altro.

Al manager che ha a che fare con un questo profilo di collaboratore, si potrebbe consigliare di creare più occasioni per stimolare il suo interesse, promuovendo attività che non richiedano il controllo o la revisione altrui.

2. Personalità scrupolosa

Un approccio scrupoloso non si limita a eseguire i compiti assegnati, ma analizza tutte le dinamiche nei dettagli, talvolta mettendo in discussione l’operato di altre persone.

In realtà, questi comportamenti non hanno l’obiettivo di creare tensioni nel dipartimento, piuttosto hanno a che fare con la necessità di assicurarsi che tutto proceda senza impedimenti.

Per collaborare con una personalità forte e decisa come questa, potrebbe essere utile guidarla nello svolgimento di un’attività, esaminando insieme le ragioni per cui alcuni aspetti possono essere meno approfonditi di altri e definendo le reali priorità.

3. Personalità ribelle

Il ribelle ha un carattere forte e segue le sue convinzioni senza metterle in discussione.

A distinguere questa personalità dalle altre è soprattutto il controllo sugli strumenti a disposizione, ritenuti sufficienti per affrontare ogni situazione.

Guidare un collaboratore con un tale approccio potrebbe risultare sfidante per il manager. Il consiglio è quello di creare delle occasioni per mettere in discussione schemi e preconcetti, incoraggiando l’analisi di un aspetto da un punto di vista nuovo.

4. Personalità sostenitrice

Il sostenitore ha un approccio agli impegni e alle responsabilità simile a quello dell’accomodante: rispetta le scadenze, adattandosi anche alle richieste più stringenti.

La sfida per un sostenitore riguarda la modifica di una visione rigida, a favore di un approccio più flessibile. A differenza di quanto consigliato per l’accomodante, in questo caso per il manager potrebbe essere utile testare con il collaboratore una nuova modalità lavorativa, come un progetto gestito in gruppo.


Come abbiamo visto nell’articolo di oggi, per motivare il personale è richiesto un approccio dedicato e personalizzato. A lungo termine, fornire un elenco di compiti da portare a termine può risultare poco stimolante agli occhi dei collaboratori, con un’incidenza negativa sulla soddisfazione e il benessere.

I consigli in base alle personalità possono essere un buon punto di partenza per adottare una strategia dedicata capace di migliorare la competitività, anche in situazioni complesse.

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Argomenti: incentivazione del personale, motivazione del personale, risorse umane

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