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Coniugare work life balance e smart working è possibile?

work life balanceIl work life balance è al centro di una serie di iniziative attivate dalle imprese che desiderano migliorare il benessere e la qualità della vita e che si riflettono anche sull’incremento di motivazione e performance. La veloce diffusione dello smart working, in molte aziende, ha richiesto una rivalutazione di queste misure da parte del dipartimento di Risorse Umane, per incoraggiare i collaboratori a gestire al meglio le attività lavorative e gli impegni personali. Leggi l’articolo per saperne di più e scoprire alcuni consigli efficaci.

Work life balance: come tutelarlo anche in modalità agile

È possibile dedicare tempo di qualità a ciò che ci fa stare bene, quando si lavora da remoto? Una prima risposta si può trovare nella natura dello smart working, una modalità promossa proprio per diffondere benessere e aumentare la soddisfazione, anche grazie al work life balance. L’attenzione nei confronti di questo aspetto è in grado di migliorare la qualità della vita e diffondere benessere organizzativo, riducendo lo stress, le tensioni causate dalle preoccupazioni extra-lavorative e persino i disturbi del sonno.

Promuovere questo tipo di iniziative è una dimostrazione decisa di vicinanza e impegno, per rendere la propria azienda il luogo di lavoro ideale.

Può capitare, tuttavia, che fare smart working non coincida con un effettivo miglioramento del work life balance; se si lavora da casa, ad esempio, la comodità di non dovere spostarsi nel traffico per raggiungere il luogo di lavoro può portare a passare più tempo davanti allo schermo, senza fare pause.

Quali sono gli strumenti a disposizione del dipartimento HR per tutelare il benessere dei collaboratori in modalità smart?

Il team di Risorse Umane può ricoprire un ruolo davvero cruciale nell’analisi e nella soddisfazione dei bisogni dei collaboratori. Nella fase di definizione del piano welfare, ad esempio, talvolta prevalgono iniziative più di natura contrattuale che non personalizzate.

Le diverse generazioni hanno necessità e percezioni diverse; persino per quanto riguarda il loro tempo libero. Monitorare le esigenze dei collaboratori è essenziale per rispondere con benefit e servizi su misura; ecco alcuni elementi che vale la pena considerare:

  • gli obiettivi di affermazione del proprio ruolo nel caso delle figure senior
  • l’importanza della sfera privata per chi ha figli piccoli o adolescenti
  • le ambizioni e le aspettative per chi è entrato da pochi anni nel mondo del lavoro

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L’ascolto, l’attenzione e il rispetto di queste necessità dovrebbero essere garantiti anche in modalità agile, una tendenza sempre più diffusa nelle aziende italiane. Il work life balance, come tutte le iniziative di welfare, è in grado di generare molteplici benefici in termini di collaborazione, coesione e appartenenza all’azienda, portando anche a un miglioramento dei livelli di retention e dell’immagine nei confronti dei nuovi talenti in fase di recruiting.

La sola possibilità di lavorare da remoto, come abbiamo visto, può non essere sufficiente a garantire un corretto equilibrio tra lavoro e vita privata; ecco alcuni consigli utili per ottenere il massimo vantaggio.

Fin dall’inizio della giornata lavorativa, occorre trovare la giusta motivazione, approfittando della libertà da code, traffico o possibili ritardi di mezzi pubblici per attivare subito la concentrazione.

Per fare in modo che il work life balance abbia un impatto positivo sulla collaborazione tra i colleghi e sul senso di appartenenza all’azienda, anche in modalità agile, è fondamentale mantenere attivi i canali di socializzazione, cercando di replicare quando possibile i momenti di condivisione tipici dell’ambiente di lavoro tradizionale, magari fissando degli appuntamenti per chiacchierare in maniera spensierata.

Dedicare troppe ore della giornata a riunioni, progetti e attività in scadenza può portare a un aumento dei livelli di stress e tensione, compromettendo così i benefici dalla modalità agile. Per questa ragione, è essenziale organizzare l’agenda, aggiornandola con le scadenze in avvicinamento e le attività prioritarie.

work life balanceLa pianificazione delle attività da svolgere deve tenere conto dei vincoli orari, fondamentali anche in smart working; a questo proposito, un consiglio utile potrebbe essere quello di inserire in calendario gli appuntamenti personali della giornata, come l’attività sportiva o quelle extra-scolastiche da svolgere con i propri figli.

Lavorare da casa per diversi giorni consecutivi non dovrebbe essere una giustificazione per comportamenti sedentari e un calo di attenzione nei confronti del benessere fisico. La best practice, in questo caso, potrebbe essere quella di replicare le buone abitudini lavorative anche da remoto, dedicando tutti i giorni del tempo a una passeggiata all’aria aperta e a pause pranzo bilanciate e complete, rigorosamente lontane da schermi e dispositivi elettronici.


Concludendo, possiamo dire che coniugare work life balance e smart working sia decisamente possibile, soprattutto se i collaboratori hanno la percezione che l’azienda sia attenta al loro benessere e alla qualità della vita.

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Argomenti: benessere organizzativo, work-life balance

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