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Guida ai buoni pasto per professionisti senza dipendenti

buoni pasto professionisti senza dipendentiIl buono pasto è oggi tra i benefit più desiderati e apprezzati nelle imprese italiane, perché è in grado di fornire un contributo concreto a sostegno di scelte alimentari sane ed equilibrate. Nel nostro blog, ci siamo spesso concentrati sui motivi che portano le aziende a mettere a disposizione dei collaboratori questo strumento, dimostrando attenzione al benessere e alla qualità della vita.

I vantaggi per le imprese però non finiscono qui! Continua a leggere questo articolo per scoprire anche i benefici e le modalità di utilizzo dei buoni pasto per professionisti senza dipendenti, liberi professionisti e titolari di partita IVA.

Utilizzo dei buoni pasto per professionisti senza dipendenti

Il buono pasto si è diffuso rapidamente - a partire dagli anni ’50 del Novecento - come benefit alternativo al servizio di mensa aziendale. Oggi, questo strumento ha conosciuto un’importante evoluzione, diventando in pochi decenni una soluzione vantaggiosa, desiderata e apprezzata, sia dalle imprese, sia dai collaboratori.

Secondo i dati forniti da Anseb - l’Associazione Nazionale Società Emettitrici Buono Pasto - attualmente, i collaboratori che scelgono di utilizzare questo benefit aziendale nelle loro pause pranzo sono circa 2,5 milioni, suddivisi tra settore privato e pubblico, un dato davvero significativo che aiuta a dare l’idea dell’impatto positivo del buono pasto sulla qualità della vita.

Mettere a disposizione dei collaboratori questo pratico strumento permette di rispondere concretamente alle loro esigenze, ottimizzando allo stesso tempo i costi aziendali. E per quanto riguarda i liberi professionisti senza dipendenti? Analizziamo la normativa e le modalità di attivazione, nel prossimo paragrafo.

Deducibilità buoni pasto per liberi professionisti: tutto ciò che devi sapere

A seguito dell’entrata in vigore del Decreto 122/2017, Anseb ha pubblicato una circolare sul proprio sito, specificando che il titolare del buono pasto non deve essere necessariamente dipendente di un’impresa (a tempo determinato, indeterminato o part-time). Questo benefit aziendale può essere utilizzato anche dai titolari di partita IVA, tra cui agenti di commercio, soci e amministratori della società, liberi professionisti, lavoratori autonomi, freelancer, ditte individuali.

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I principali riferimenti normativi che regolano la deducibilità dei buoni pasto per i liberi professionisti sono:

La normativa prevede che le spese di somministrazione di alimenti e bevande siano deducibili fino al 75% e per un importo complessivo non superiore al 2% dell’ammontare del proprio fatturato nel periodo d’imposta. Come specificato dalla Circolare n. 6/E del 2009, il legislatore intende regolamentare queste spese nell’ipotesi in cui si dimostri la loro inerenza con l’esercizio dell’attività d’impresa.

È previsto quindi l’utilizzo dei buoni pasto per professionisti senza dipendenti, con la possibilità di detrarre interamente l’IVA fissata al 10%.

La normativa regola in modo differente l’utilizzo e la deducibilità dei buoni pasto a seconda che a beneficiarne siano i collaboratori assunti da un’azienda o i lavoratori autonomi. Nel primo caso, infatti, i buoni pasto non concorrono alla formazione di reddito da lavoro dipendente fino a un valore massimo di 4€ per il formato cartaceo e 8€ per il formato elettronico. Inoltre, trattandosi di prestazioni del servizio sostitutivo di mensa aziendale, la legge definisce le spese sostenute come deducibili per competenza ai fini delle imposte dirette IRPEF, IRES e IRAP. Per quanto riguarda l’IVA, diversamente da quanto accade per i lavoratori autonomi, per le aziende questa è interamente detraibile con aliquota al 4%. L’unica specifica per accedere alla tassazione agevolata è l’obbligo di dedurre i costi in riferimento al periodo in cui il collaboratore ha usufruito del servizio.

Anche i liberi professionisti possono godere dei vantaggi messi a disposizione dal buono pasto?

Decisamente, sì!

Innanzitutto, si tratta di uno strumento efficace che permette di scaricare in modo pratico e sicuro le spese relative ai pasti e le spese di rappresentanza.

buoni pasto professionisti senza dipendenti

Se pensi che dovere richiedere l’emissione della fattura ai bar e ai ristoranti a volte possa diventare complicato e frustrante, per non parlare della conservazione di scontrini e ricevute, il buono pasto può essere la soluzione ideale, anche dal punto di vista fiscale, perché i costi per l’acquisto sono deducibili fino al 75% e l’IVA al 10% è detraibile.


Il buono pasto oggi è utilizzabile non solo presso bar, ristoranti e tavole calde, ma anche nei punti vendita della GDO, nei mercati, negli spacci delle industrie alimentari, negli agriturismi e negli ittiturismi, rappresentando una soluzione davvero efficace, anche per i liberi professionisti che si muovono spesso sul territorio e non vogliono rinunciare a una sana pausa pranzo. Se vuoi saperne di più, clicca qui e richiedi un preventivo!

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Argomenti: buoni pasto, normativa fiscale, buoni pasto elettronici, gestione operativa

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