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Tassazione e deducibilità: i vantaggi fiscali dei buoni pasto

I buoni pasto sono uno dei benefit più apprezzati dai dipendenti perché permettono di gestire individualmente la propria pausa pranzo, un momento fondamentale della propria giornata lavorativa.

I vantaggi fiscali sono vantaggiosi sia per chi ne usufruisce, sia per il datore di lavoro. Ma quali sono questi vantaggi?
Continua a leggere per scoprire tutto sulla tassazione, il valore e la deducibilità dei buoni pasto.

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Tra i tanti vantaggi dei buoni pasto ci sono la deducibilità e la possibilità di detrarre l’IVA. I benefici di questo benefit, tuttavia, vanno a favore sia dei dipendenti sia delle aziende: ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Offrire ai propri dipendenti il benefit dei buoni pasto è un’ottima soluzione per incrementare il livello di benessere dei collaboratori permettendo loro di scegliere in autonomia come e dove trascorrere la propria pausa pranzo.

La soluzione dei buoni pasto è perciò doppiamente vantaggiosa: sia per i dipendenti, che possono utilizzarli presso esercizi legittimati alla somministrazione di alimenti o presso esercizi di vendita al dettaglio di generi alimentari, sia per le aziende e i titolari di partita IVA e ditte individuali.

Detraibilità e deducibilità, oltre alla questione della tassazione, sono temi di grande interesse in ambito fiscale. Esploriamo, quindi, questi concetti al fine di fare chiarezza su quelli che sono i vantaggi concreti per impresa e collaboratori.

 

Che valore hanno i buoni pasto?

I buoni pasto, sia elettronici sia cartacei, continuano ad essere uno dei benefit più apprezzati da datori di lavoro e dipendenti poiché rappresentano una strategica alternativa alla mensa aziendale, laddove non sia presente tale servizio.

La legge non definisce un importo massimo annuo da dedicare all’alimentazione dei propri collaboratori. Il vantaggio nello scegliere i buoni pasto deriva dall’esenzione della tassazione, prevista per un massimo di 880 euro per buoni pasto cartacei o 1760 euro, nel caso del buoni pasto elettronici, come definito dalla normativa.

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Buoni pasto elettronici e cartacei: qual è la tassazione?

A livello di tassazione, cosa prevedono le disposizioni? I buoni pasto, sia che siano cartacei sia in forma elettronica, si caratterizzano per la possibilità di applicare alcune detrazioni fiscali a determinate condizioni.

Da un punto di vista fiscale, è l’articolo 51 (comma 2, lettera c) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, modificato con la Legge di Bilancio 2020, a chiarire le soglie di esenzione per quanto riguarda i buoni elettronici e cartacei. Mentre i primi prevedono che nessuna contribuzione o tassazione sia corrisposta ai collaboratori fino ad un massimo di 8 euro al giorno, i secondi rimangono detassati fino alla soglia di 4 euro al giorno.

Questi limiti sono applicati senza distinzioni a tutti i dipendenti, a prescindere dalle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, comprendendo pertanto anche lo smart working.

Va aggiunto, inoltre, che l’eventuale concessione dei buoni pasto in giorni non lavorativi, ha come conseguenza la tassazione degli stessi anche se il valore dei buoni pasto non viene comunque considerato retribuzione (salvo disposizioni differenti dei contratti collettivi e aziendali).

 

Deducibilità e detraibilità dei buoni pasto

Il significativo vantaggio fiscale offerto dai buoni pasto è rappresentato dalla deducibilità e della detraibilità.

L’espressione “costo deducibile” fa riferimento a una spesa che può essere sottratta dal proprio reddito imponibile, riducendo così il totale sul quale vengono calcolate le tasse. Pertanto, in questo modo si ottiene un reddito imponibile ridotto. La detraibilità IVA, invece, rappresenta la possibilità di poter detrarre l’IVA dall’importo delle imposte da pagare, abbassando, perciò, l’ammontare delle tasse.

In particolare, per chi rientra nella categoria dei liberi professionisti e i titolari di ditte individuali, la soluzione dei buoni pasto è molto conveniente dal momento che potrà dedurre fino al 75% dei costi ai fini delle imposte dirette nel limite del 2% del fatturato e detrarre interamente l’IVA del 10%.

Dal punto di vista delle aziende, i vantaggi fiscali sono davvero significativi: i buoni pasto sono deducibili al 100% ai fini delle imposte dirette e permettono di detrarre interamente l’IVA al 4%.


In questo articolo abbiamo esplorato quelli che sono i diversi vantaggi dei buoni pasto, approfondendo tematiche importanti come quella della tassazione o della deducibilità.
Oltre ad essere estremamente conveniente per ambo le parti, introdurre la soluzione dei buoni pasto all’interno del proprio programma di welfare aziendale è ideale poter soddisfare al meglio le esigenze dei propri dipendenti.

I consulenti Sodexo sono a tua disposizione per aiutarti a identificare la soluzione più adatta alla tua azienda: richiedi una consulenza gratuita!

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Argomenti: buoni pasto, normativa fiscale

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