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L'importanza del work life balance nelle aziende di oggi

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Sono numerosi gli studi e le ricerche che hanno dimostrato i vantaggi che derivano da un ambiente di lavoro sereno, sia nell’incrementare i livelli di motivazione dei collaboratori, sia per la loro soddisfazione derivante dal raggiungimento degli obiettivi aziendali. Quali sono le soluzioni a disposizione delle aziende per migliorare il work life balance, uno degli elementi più efficaci nell’incremento del benessere lavorativo?

Continua a leggere per scoprirlo.

In seguito all’emergenza sanitaria, che ha forzato l’implementazione della modalità di lavoro agile, l’importanza del work life balance ha assunto sempre più rilevanza. Ecco come le aziende possono migliorarla, per incrementare i livelli di soddisfazione del personale.

Il work life balance è l’ingrediente segreto che permette il successo di un’azienda. Da esso, infatti, dipende la soddisfazione dei dipendenti, la loro capacità di performare individualmente, e all’interno di un team, e la loro motivazione.

Assicurare ai dipendenti un buon equilibrio tra vita privata e professionale, infatti, permette loro di evitare il burnout e di dare il meglio sul posto di lavoro. Specialmente, sono le nuove generazioni a dare sempre più peso a questa tematica, tanto che per il 36% dei Millennials trovare un ambiente di lavoro che garantisca un bilanciamento adeguato tra vita lavorativa e tempo libero è il primo fattore di scelta quando trovano un nuovo impiego.

Ma cosa si intende, davvero, quando si parla di work life balance? E come possono fare le aziende per migliorarne i livelli tra i propri collaboratori?

 

Collegamenti rapidi:

Work life balance: definizione e significato

Con l’espressione work life balance si intende la capacità di equilibrare la sfera lavorativa e quella privata.

Bilanciare i due aspetti - professionale e personale - non significa obbligatoriamente suddividere in ugual misura le ore da dedicare all’una e all’altra attività, anche perché si tratterebbe di un obiettivo poco realistico e piuttosto inefficiente.

Ogni persona, a seconda dell’età, delle esigenze e della situazione familiare, avrà un equilibrio che reputa corretto, e che per un collega, ad esempio, potrà risultare inadeguato.

Allo stesso modo, l’ideale di work life balance può anche variare di giorno in giorno o in base ai periodi dell’anno. Ciascun individuo ha priorità di vita diverse e, per questo motivo, è consigliabile che le aziende adottino un approccio personale quando progettano iniziative per migliorare l’equilibrio casa-lavoro.

Al centro del significato di work life balance ci sono, senza dubbio, due elementi chiave: la soddisfazione data dal lavoro svolto e dal conseguimento degli obiettivi, e il benessere lavorativo e personale. È difficile ottenere un equilibrio, se manca la gratificazione o la felicità di fare ciò che si fa: questi elementi si supportano l’un l’altro e sono positivamente contagiosi.

Il work life balance: una leva per i risultati dell’azienda

Nelle imprese che hanno adottato specifiche iniziative per la promozione della qualità della vita dei collaboratori si sono registrati risultati molto positivi in termini di aumento della produttività.

Il motivo? I collaboratori, più sereni, sono anche maggiormente motivati ed efficienti. Ma non è tutto: le aziende che dimostrano attenzione nei confronti del benessere lavorativo hanno una reputazione decisamente migliore, dimostrandosi attraenti per i talenti in fase di recruiting e incrementando notevolmente la retention delle risorse interne.

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L’importanza del work life balance per le aziende italiane

Si può dire, dunque, che ci sia consapevolezza da parte delle imprese riguardo l’importanza del work life balance. Da un sondaggio effettuato da IPSOS nel 2021, infatti, emerge che per l’82% delle aziende intervistate, il benessere dei dipendenti rappresenti una priorità e che il 55% di esse possiede una vera e propria strategia. Dati rassicuranti dal momento che, sempre secondo le ricerche IPSOS, i principali rischi per il benessere dei dipendenti, che incidono sulle performance aziendali, sono dati da stress (67%), burnout (46%) e ansia (37%).

Quali sono, dunque, i benefit che possono essere offerti in azienda a sostegno del work life balance e della qualità della vita dei dipendenti? Dando vita a piani di welfare personalizzati, o adottando soluzioni più flessibili, per adeguarsi rapidamente anche alle nuove disposizioni previste dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali, le aziende possono contribuire a migliorare i livelli di benessere dei lavoratori.

Come possono, dunque, le imprese lavorare su questo fronte dimostrando di dare importanza al benessere psicofisico dei collaboratori?

Benefit aziendali che possono incrementare i livelli di work life balance

Sono diversi i benefit che possono contribuire ad innalzare la qualità della vita dei dipendenti. Uno di questi - nonché tra i più apprezzati - è la concessione dei buoni pasto. La pausa pranzo, infatti, rappresenta un momento cruciale della giornata che investe sia la sfera privata, sia lavorativa: si tratta di un momento personale in cui ricaricare le energie mentali e fisiche, perciò, è fondamentale che i dipendenti la vivano come preferiscono. Attraverso l’uso dei buoni pasto, dunque, i dipendenti possono gestire al meglio il proprio tempo libero, sentendosi anche supportati economicamente nell’acquisto della spesa per sé o per tutta la famiglia.

Altri benefit che possono incrementare, di gran lunga, la qualità della vita dei lavoratori sono quelli totalmente dedicati al tempo libero e allo svago come, ad esempio, buoni acquisto spendibili in palestre, spa, strutture alberghiere o viaggi, per incentivare i collaboratori a dedicare del tempo alla cura di sé.

Anche i benefit aziendali relativi all’assistenza familiare risultano fondamentali: i servizi di babysitting o di asilo, ad esempio, permettono di calibrare meglio le energie tra lavoro e gestione dei figli, abbassando i livelli di stress quotidiano.

È possibile coniugare smart working & work life balance?

A mettere in luce l’importanza di raggiungere un equilibrio tra livello privato e professionale, ha contribuito anche la recente pandemia, che ha drasticamente inciso sulle abitudini e priorità dei lavoratori.

Una volta che l’emergenza sanitaria ha ufficialmente “sdoganato” lo smart working, lavorare da casa è diventata una modalità di lavoro sempre più apprezzata dai collaboratori, perché permette di ottimizzare i tempi e dedicarsi in egual modo alle attività lavorative ma anche a impegni personali, familiari, hobby e passioni.

L’obiettivo della modalità di lavoro agile infatti - di cui lo smart working è un’espressione naturale – è offrire ai collaboratori l’opportunità di aumentare la soddisfazione, perché possono dedicare più tempo alle attività che li aiutano a stare bene.

Migliorare il buon work life balance in smartworking: il ruolo dell’HR

Per evitare che l’attivazione dello smart working inneschi, invece, un meccanismo nel quale il collaboratore si trova a passare ancora più tempo davanti allo schermo del proprio computer (o dello smartphone), senza fare pause, può intervenire il dipartimento HR con alcuni consigli e iniziative come le seguenti:

  • Promuovere uno stile di vita sano
    Come per le buone abitudini lavorative in sede, vale il consiglio di dedicare del tempo tutti i giorni alle passeggiate all’aria aperta e non dimenticarsi di fare pausa pranzo. Oltre alla best practice di trascorrere le pause dedicate al pranzo lontani dai monitor e dai device, infatti, anche i pasti dovrebbero essere il più possibile bilanciati, in modo da consentire quella ricarica di energia necessaria a mantenere alti i livelli di concentrazione.

  • Fornire supporto alla pianificazione delle attività lavorative
    Tra le iniziative, non può mancare il supporto alla pianificazione delle attività, per assicurarsi che rispetti i vincoli orari previsti. Un trucco semplice, ma efficace in questo senso, è l’aggiunta degli impegni personali della giornata nel proprio calendario lavorativo: ad esempio l’ora dedicata al fitness o le attività da svolgere con i figli.

  • Organizzare attività di team building e occasioni d’incontro tra colleghi
    Tra gli altri modi per promuovere l’adozione di uno stile di vita sano e bilanciato, anche in smart working, c’è la possibilità di organizzare attività ludiche e ricreative in orario extra lavorativo.
    Incentivare la condivisione di momenti di convivialità permette di bilanciare in modo ideale la sfera professionale e quella privata, creando uno scambio proficuo tra colleghi di lavoro nella condivisione del proprio tempo libero.

Per rispondere alla domanda iniziale, dunque, è possibile coniugare lo smart working con il work life balance, dimostrando di avere cura del benessere e della qualità della vita dei collaboratori.


In questo articolo abbiamo esplorato il concetto di “work life balance”, un fattore che sta diventando sempre più rilevante a livello aziendale. Complice anche la pandemia, è sempre più diffusa la consapevolezza dell’importanza di raggiungere un equilibrio tra impegni professionali e personali.
I vantaggi di questo tipo di approccio sono bidirezionali: i collaboratori ne giovano in termini di salute psicofisica e le imprese di performance. È, perciò, necessario che le imprese si impegnino a garantire ai propri dipendenti benefit che li aiutino ad incrementare i livelli di work life balance.

Per capire come creare il piano welfare ideale per rispondere alle esigenze dei tuoi collaboratori, richiedi una consulenza gratuita e scopri come investire nel work life balance dei tuoi dipendenti.

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Argomenti: welfare aziendale, benessere organizzativo, work-life balance

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