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Job rotation: perché è una strategia di gestione del personale vincente

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Hai mai sentito parlare di job rotation? Con questo termine si intende una gestione del personale flessibile e dinamica all’interno di un’organizzazione aziendale. La rotazione del personale è, infatti, una strategia che può rivelarsi molto efficace nel lungo periodo perché permette ai lavoratori di acquisire competenze sempre nuove e diversificare le mansioni quotidiane.

Attivare processi di job rotation porta tanti vantaggi alle aziende: dall’aumento della motivazione dei lavoratori alla riduzione di turnover e assenteismo, i benefici si ottengono non solo a livello di welfare ma anche di produttività. Scopriamo le modalità di job rotation più diffuse e quali le principali regole da seguire.

Sviluppare una strategia di job rotation all’interno della propria azienda può portare molti benefici, sia dal punto di vista del welfare che della produttività. Quante modalità di job rotation  esistono e che regole bisogna seguire?

La job rotation non è una strategia nuova, ma in Italia la sua diffusione appare ancora piuttosto limitata. Le aziende, infatti, faticano a capire che lo spostamento periodico e programmato dei dipendenti all’interno della medesima azienda può portare molti vantaggi.

Non solo contribuisce ad accrescere il welfare dei dipendenti, divenendo un ottimo modo per attrarre nuovi talenti, ma favorisce anche la motivazione e la produttività, ponendosi come un fattore fondamentale per la crescita dell’impresa. Dalle modalità di rotazione del personale alle regole da seguire, ecco tutto quello che c’è da sapere per sviluppare una strategia vincente.

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Le principali modalità di job rotation

Esistono diverse modalità per alternare il personale a seconda di come avviene lo spostamento delle risorse all’interno dell’azienda. Le principali sono quattro: orizzontale, verticale, interfunzionale e internazionale.

Job rotation orizzontale

Si fa riferimento allo spostamento del lavoratore in un ruolo di pari livello a quello di partenza con le stesse condizioni contrattuali e all’interno del medesimo reparto. A cambiare è la mansione svolta dal lavoratore che lo porterà ad acquisire competenze diversificate. Si tratta della modalità di job rotation più diffusa in quanto viene utilizzata dalle aziende che hanno la necessità di coprire posizioni di lavoro rimaste scoperte, senza dover assumere nuovo personale.

Job rotation verticale

In questo caso il lavoratore viene spostato a un livello più alto rispetto a quello iniziale all’interno della medesima area, con il conseguente adeguamento a livello contrattuale. A cambiare, in questo caso, non sono solo le mansioni svolte ma anche l’inquadramento del dipendente con benefici in termini di gratificazione e appagamento. Questa modalità di rotazione è adatta alle imprese che vogliono valorizzare i talenti e permettere ai propri dipendenti di intraprendere un percorso di crescita professionale.

Job rotation interfunzionale

Questa modalità riguarda sia il reparto che il ruolo di un lavoratore e ha lo scopo di portarlo ad acquisire competenze trasversali che spaziano in tutti i vari ambiti. Proprio per questa sua caratteristica, si tratta di una modalità poco diffusa in quanto più difficile da applicare, ma non per questo meno importante. Poiché qui il concetto di rotazione viene espresso nel suo significato più completo, offre ai lavoratori la possibilità di avere una visione d’insieme del business, fidelizzandoli e aumentando la loro motivazione al lavoro.

Job rotation internazionale

Possono adottare questa modalità di job rotation solo le imprese con un business sviluppato a livello internazionale e con sedi in più Paesi. Come funziona? Lo spostamento in questo caso è fisico e avviene a livello di sede, che può essere scambiata da un Paese all’altro. La rotazione del personale, così, diventa un importante veicolo di diffusione di best practice e competenze tra nazionalità diverse.


Le regole per una job rotation efficace

Affinché il processo di job rotation sia davvero efficace e avvenga senza intoppi, è necessario predisporre una serie di passaggi fondamentali. Per prima cosa ai responsabili delle risorse umane spetta il compito di individuare i bisogni in modo tale da verificare l’opportunità di spostamento in determinati ruoli o settori. Infatti, per la corretta gestione del processo è imprescindibile svolgere un’analisi preliminare, possibilmente con l’ausilio di figure esperte, e valutare tutti i pro e contro delle diverse alternative.

Se in alcuni casi potrebbe essere vantaggioso per tutti spostare una risorsa, in altri il cambiamento potrebbe creare problemi e lasciare dei vuoti. Per questo, avere un piano ben strutturato è fondamentale per evitare ripercussioni su specifiche aree aziendali.

Ovviamente, per mettere in piedi programmi di job rotation è necessario creare un ambiente di lavoro flessibile, dinamico e aperto al cambiamento. In questo modo, i membri dei diversi team di lavoro non si stupiranno se una risorsa interna verrà spostata altrove, ma al contrario prenderanno con favore la notizia e avranno tutti gli strumenti per far fronte alla nuova situazione.

Per sintetizzare, i passaggi per una corretta rotazione del personale sono i seguenti:

  1. ascoltare le necessità dei reparti e dei lavoratori, individuando chi potrebbe ottenere maggiori benefici dallo spostamento di mansioni e ruoli;
  2. stilare un calendario per il gestire il passaggio secondo tempi stabiliti e condividere i diversi step con tutte le figure coinvolte;
  3. prevedere attività di affiancamento e formazione delle risorse coinvolte nel cambio di ruolo;
  4. coprire eventuali vuoti lasciati in altri reparti reclutando nuovo personale o sposando altre risorse;
  5. monitorare l’andamento del processo, verificando che tutto proceda come deve e che non serva predisporre azioni correttive.

Tutti i vantaggi della job rotation: esempi pratici

Abbiamo visto come mettere in piedi un processo di rotazione del personale efficace e di successo per ottenere tutta una serie di vantaggi che, come detto, riguardano l’impresa nel suo insieme. Si tratta, infatti, di un cambiamento strutturale all’interno dell’organizzazione aziendale che richiede uno sforzo iniziale ma, nel lungo termine, porta tanti benefici.

Ecco alcuni esempi che fanno capire l’importanza di applicare la job rotation all’interno della propria azienda:

  • Cambiare ruolo significa diversificare le proprie competenze, confrontarsi con reparti diversi e acquisire una conoscenza approfondita delle dinamiche e dei processi aziendali.
  • Alla lunga svolgere sempre le stesse mansioni può stancare, ecco che assumere un ruolo diverso può riaccendere la motivazione e migliorare le produttività del lavoro svolto.
  • Lavorare in diversi team, permette di affinare le soft skills e migliorare l’ambiente di lavoro favorendo la condivisione e la socialità all’interno dell’azienda.
  • I lavoratori che svolgono mansioni diversificate capiscono meglio quali sono i loro punti di forza e di debolezza e possono mettere in atto un processo di miglioramento continuo.
  • La formazione dei dipendenti può avvenire on-the-job favorendo lo scambio delle competenze con benefici sulla solidità e affidabilità dell’azienda.
  • Permettere ai lavoratori di cambiare ruolo in base alle loro preferenze e inclinazioni riduce il turnover e l’assenteismo sul posto di lavoro, in quanto li fa sentire valorizzati e indispensabili per l’azienda.

A ben vedere, la job rotation ha effetti benefici a livello di welfare aziendale ed è, pertanto, una strategia che le aziende di oggi dovrebbero adottare per poter crescere e innovare il proprio business.


Come visto, le ragioni per adottare una strategia di rotazione del personale nella propria azienda sono tante e i modi per farlo non mancano. Guardare al benessere dei dipendenti e predisporre tutti gli strumenti necessari a garantirlo, significa, oggi, gettare le basi per una crescita aziendale stabile e duratura. Per ottenere una consulenza personalizzata e scoprire come investire nel welfare all’interno della tua azienda, puoi metterti in contatto con noi.

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Argomenti: benessere organizzativo, motivazione del personale, gestione HR

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