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Pillole di welfare: promuovere un pranzo sano in smart working

pranzo sanoTutti i pasti della giornata contribuiscono a mantenere alti i livelli di concentrazione, un elemento necessario per portare a termine gli impegni e migliorare le performance. È importante non sottovalutare il ruolo di uno stile di vita corretto e di un’alimentazione equilibrata sul raggiungimento gli obiettivi. Come promuovere un pranzo sano, assicurando il benessere dei collaboratori, anche in smart working?

Ne parliamo nell’articolo di oggi!

Perché un pranzo sano è strategico

La pausa pranzo non è solo un momento di stacco dopo avere concluso gli impegni della mattinata, ma rappresenta un’abitudine quotidiana indispensabile per svolgere al meglio le proprie attività.

Dopo la colazione, il pranzo è considerato il pasto più importante. Per questa ragione, si stima che dovrebbe comprendere tra il 35 e il 40% del totale delle calorie totali da assumere durante la giornata.

Sono molti i benefici ottenibili grazie a un pasto completo, perché:

  • fornisce i nutrienti necessari per mantenersi energici
  • favorisce il riposo
  • previene malattie croniche
  • rafforza le difese immunitarie
  • migliora la sensazione di benessere

Ecco perché anche le imprese dovrebbero promuovere un pranzo bilanciato e sano in ogni contesto, per aiutare i collaboratori a incrementare la motivazione e le performance.

Con l’introduzione e la diffusione del modello lavorativo agile e dello smart working, questo obiettivo risulta ancora più sfidante, poiché gli equilibri e la routine possono subire un cambiamento piuttosto radicale. Approfondiamo l’argomento, nel prossimo paragrafo.

Le abitudini degli italiani in modalità agile

Come cambia la pausa pranzo degli italiani in smart working?

Una recente notizia pubblicata su Ansa.it e consultabile a questo link ha identificato alcune tendenze che caratterizzano le nuove abitudini nelle pause per il pranzo degli italiani.

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Il 55% degli intervistati opta per ingredienti leggeri, semplici e veloci da preparare, come:

  • legumi
  • uova
  • verdure
  • pesce cotto al vapore
  • pasta o riso

La ragione principale di queste scelte è da ricercare nei ritmi di lavoro e nel tempo destinato alla pausa pranzo (circa un’ora per il 64% degli intervistati).

In questo lasso di tempo, sono in molti a concedersi una breve passeggiata o la lettura di un libro.

I cibi veloci da preparare, digeribili e con ottime proprietà nutrizionali rappresentano dunque una soluzione comoda, ma non per questo di minore qualità.

Una ricerca dell’Osservatorio The World after Lockdown sulle abitudini alimentari degli italiani nel 2020 ha individuato un crescente interesse nei confronti dei cibi provenienti da filiere controllate, in termini sia di provenienza, sia di produzione.

Made in Italy, kilometro zero e biologico sono diventate caratteristiche molto ricercate nella scelta dei prodotti da includere nella propria spesa alimentare.

Gli strumenti a disposizione delle imprese per promuovere pasti bilanciati

Anche in smart working, valorizzare un pranzo sano è fondamentale per assicurarsi che i collaboratori abbiano la motivazione e le energie necessarie per portare a termine le attività con soddisfazione.

Le aziende che hanno già scelto di mettere a disposizione i buoni pasto riconosco l’impatto di uno stile di vita salutare sul benessere aziendale e sull’incremento delle performance.

pranzo sano

Garantire la fruizione di questi benefit anche in modalità agile diventa quindi una prerogativa delle imprese che vogliono continuare a dimostrare attenzione nei confronti dei loro collaboratori.

Anche la normativa supporta l’attivazione di strumenti efficaci a supporto della qualità della vita, in ogni contesto. Infatti, l’articolo 20 della Legge 81/2017 specifica come il trattamento economico e normativo del lavoro da remoto non possa essere inferiore a quello applicato in presenza.

Tale disposizione è stata confermata a marzo 2020 da ANSEB. In una nota pubblicata sul suo sito, l’Associazione Nazionale delle Società Emettitrici di Buoni Pasto ha sottolineato come non vi sia alcun impedimento al riconoscimento dei buoni pasto ai collaboratori, laddove non vi siano accordi specifici che li escludano dal godimento di questo benefit aziendale.

Buono pasto cartaceo o elettronico?

La versione elettronica del buono pasto può semplificare i processi di distribuzione e gestione da parte dell’ufficio competente, a garanzia delle misure di distanziamento. I responsabili hanno accesso a un portale dedicato dal quale possono caricare ogni mese gli importi da mettere a disposizione di ciascun collaboratore.

A tal proposito, vale la pena ricordare che la Legge di Bilancio 2020 ha ridefinito le soglie massime di defiscalizzazione:

  • nel caso dei buoni pasto cartacei è scesa da 5,29€ a 4€
  • nel caso dei buoni pasto elettronici è salita da 7€ a 8€

Si tratta di una soluzione pratica per sostenere abitudini e scelte alimentari diverse, garantendo supporto e vicinanza anche da remoto, ma anche per ottimizzare i costi aziendali. Se vuoi calcolare subito il risparmio, clicca qui!


Nell’articolo di oggi, abbiamo visto come promuovere un pranzo sano riservi vantaggi imperdibili per le aziende, che possono contare su collaboratori più concentrati e motivati. Dimostrare vicinanza in ogni contesto, compreso quello agile, è indispensabile per il benessere organizzativo e l’incremento delle performance.

La versione elettronica semplifica la distribuzione dei buoni pasto, garantendo ai collaboratori la fruizione del benefit aziendale più diffuso, in ogni momento.

Se desideri approfondire i vantaggi - anche fiscali - dei buoni pasto, ti offriamo una consulenza gratuita!

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Argomenti: buoni pasto, buoni pasto elettronici, pillole di welfare, cultura aziendale agile

consulenza vantaggi fiscali

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