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Chi ha diritto ai buoni pasto? Le risposte per le imprese

chi ha diritto ai buoni pastoI buoni pasto riservano molti vantaggi, sia per le imprese, sia per i collaboratori. Questi benefit, disponibili in versione cartacea ed elettronica, oltre a rappresentare una valida alternativa al servizio di mensa, si rivelano strumenti capaci di diffondere benessere e migliorare la qualità della vita. Ma chi ha diritto ai buoni pasto e come possono essere utilizzati?

Nell’articolo di oggi, risponderemo a queste e altre domande, fornendo consigli e spunti utili.

Chi ha diritto ai buoni pasto: i dettagli della normativa in vigore

Le imprese che scelgono di mettere a disposizione dei propri collaboratori i buoni pasto assicurano un sostegno concreto alle scelte alimentari. Non è un caso che, negli anni, questo benefit si sia diffuso fino a diventare tra i più apprezzati in Italia.

Oltre a essere uno strumento estremamente pratico, il buono pasto rappresenta un’opportunità per ottimizzare i costi aziendali. Sapere chi ha diritto ai buoni pasto, conoscerne i dettagli e le differenze tra il formato cartaceo e quello elettronico è fondamentale, per mettere a disposizione dei collaboratori uno strumento che risponda davvero alle loro necessità.

I collaboratori in modalità agile hanno diritto al buono pasto?

ANSEB, l’Associazione Nazionale Società Emettitrici Buoni Pasto, ha pubblicato una circolare che fuga ogni dubbio in merito alla gestione dei buoni pasto a chi lavora in modalità smart working.

Come specificato nel documento, infatti, “il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato (art. 20, c. 1 della legge 81/2017)”, per cui laddove non vi siano accordi integrati che escludano esplicitamente i lavoratori agili dal godimento del benefit, questo non può non essere riconosciuto a chi svolge la propria prestazione in modalità agile.

La normativa che regola l’uso del buono pasto

Il buono pasto può essere utilizzato esclusivamente per prodotti alimentari pronti al consumo, presso le strutture convenzionate che li accettano.

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È il Decreto n. 122 del Ministero dello Sviluppo Economico, entrato in vigore a settembre del 2017, a stabilire le categorie di esercizi commerciali che possono accettare questo benefit:

  • bar
  • ristoranti
  • tavole calde
  • mercati
  • punti vendita della gdo
  • agriturismi
  • ittiturismi
  • coltivatori diretti
  • spacci aziendali alimentari

Lo stesso Decreto specifica che “il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro e può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”.

La normativa permette quindi l’utilizzo di fino a 8 buoni pasto per transazione al giorno, anche in giornate non lavorative. Passiamo ora alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2020.

Nuove soglie di esenzione e ulteriori vantaggi per le aziende

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio dal 1° gennaio 2020 riguardano le soglie massime di defiscalizzazione dei buoni pasto che passano:

  • da 5,29€ a 4,00€ per quanto riguarda il buono cartaceo
  • da 7,00€ a 8,00€ per quanto riguarda il formato elettronico

Resta invariato il trattamento fiscale dei buoni pasto, con vantaggi che assicurano un risparmio sensibile sui costi aziendali e includono:

  • l’esenzione per i buoni pasto da oneri previdenziali e la loro esclusione dal calcolo del TFR
  • la detrazione dell’IVA al 100% con aliquota agevolata per le aziende al 4%

Veniamo ora a un aspetto fondamentale che deriva dall’attivazione di questi benefit nelle aziende.

Chi ha diritto ai buoni pasto?

Il buono pasto può essere messo a disposizione di collaboratori con rapporto di lavoro subordinato o non subordinato, come alternativa al servizio di mensa o all’indennità sostitutiva. Il numero mensile di buoni pasto a disposizione di ciascun collaboratore, di norma, è calcolato sulla base delle giornate lavorative del mese entrante, al netto di quelle effettivamente lavorate nel mese precedente.

Mid section of man calculating bills on mobile phone-1I due formati, cartaceo ed elettronico, essendo tra loro diversi, prevedono una gestione e una logistica leggermente differenti. I buoni pasto cartacei si presentano sotto forma di un blocchetto di tagliandi che riportano il nome e il cognome del collaboratore, la denominazione sociale e il codice fiscale dell’azienda, il valore facciale del buono e la data di scadenza. La versione elettronica somiglia invece a una carta di credito ed è una tessera, dotata di banda magnetica, che permette anche di monitorare l’utilizzo, le scadenze e di procedere all’eventuale blocco, in caso di smarrimento accidentale o furto subito.


Nell’articolo di oggi abbiamo analizzato le caratteristiche e i vantaggi fiscali del benefit aziendale più diffuso in Italia, con un focus specifico sulla risposta alla domanda: chi ha diritto ai buoni pasto?

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