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Cosa sapere sui buoni pasto per partite iva e liberi professionisti

buoni pasto per partite ivaI buoni pasto possono avere un impatto molto deciso sul miglioramento della qualità della vita dei collaboratori. Questi benefit aziendali rappresentano infatti un sostegno concreto alle scelte alimentari e al benessere fisico, due tra gli elementi capaci di generare un circolo virtuoso di motivazione, soddisfazione e performance. Tuttavia, non tutti sono consapevoli del fatto che anche i lavoratori autonomi possano beneficiare degli importanti vantaggi fiscali a disposizione: scopri le modalità di utilizzo dei buoni pasto per partite IVA, nell’articolo di oggi!

Vantaggi e trattamento fiscale dei buoni pasto per partite IVA

La normativa che regola la fruizione del buono pasto da parte dei liberi professionisti risale ai primi anni del 2000.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 6/E del 2009 (scaricabile a questo link) stabilisce come condizione per la regolamentazione delle spese sostenute dai lavoratori autonomi la loro inerenza con l’attività aziendale.

Inoltre, la specifica fa riferimento alla deducibilità delle spese di somministrazione di alimenti e bevande che, in questo caso specifico, riguarda fino al 75% dell’importo complessivo e che comunque non può superare il 2% dell’ammontare del fatturato nel periodo d’imposta di riferimento.

A potere godere a pieno dei benefici fiscali dei buoni pasto, quindi, non sono solo i dipendenti di azienda ma anche le partite IVA, i freelancer, i lavoratori autonomi, gli agenti di commercio.

Per queste categorie professionali, i buoni pasto rappresentano un vantaggio concreto, perché consentono di gestire i costi sostenuti per i pasti o le spese di rappresentanza in modo più efficiente.

Si tratta dell’elemento che rende il buono pasto uno strumento efficace anche per l’ottimizzazione dei costi del personale in azienda e per una migliore gestione delle procedure per la presentazione e i relativi rimborsi delle note spesa.

Vuoi saperne di più? Leggi il nostro articolo sul tema!

Vediamo quali sono gli altri benefici a disposizione delle imprese di ogni dimensione.

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Vantaggi e trattamento fiscale dei buoni pasto per le aziende

Per quanto riguarda imprese e collaboratori, la Legge di Bilancio 2020 ha aggiornato le soglie massime di defiscalizzazione che erano state definite dall’articolo 51 comma 2 lettera c del TUIR:

  • 4,00€ per i buoni pasto cartacei
  • 8,00€ per i buoni pasto elettronici

Se nel caso dei buoni pasto cartacei la quota non sottoposta a tassazione è stata ridotta - prima dell’aggiornamento ammontava a 5,29€ - per quanto riguarda il formato elettronico, è invece stata innalzata da 7 a 8 Euro.

Perché i buoni pasto sono tanto apprezzati?

Nelle aziende - e il discorso può essere esteso anche alle partite IVA e i liberi professionisti - il buono pasto rappresenta un sostegno alle scelte alimentari sane.

Gli aggiornamenti normativi che ne regolano l’utilizzo vanno incontro alle diverse necessità nutrizionali e agli stili di vita personali.

Il Decreto n. 122 del Ministero dello Sviluppo Economico del 7/06/2017 (in attuazione dell’articolo 144, comma 5, del D. Lgs n. 50 del 18/04/2016) ha definito le categorie di esercenti che possono accettare i buoni pasto.

Nello specifico, l’articolo 3 specifica gli esercizi commerciali che possono erogare il servizio sostitutivo di mensa a mezzo dei buoni pasto, ovvero i soggetti legittimati a esercitare la somministrazione di alimenti e bevande, l’attività di mensa aziendale e interaziendale, la vendita al dettaglio di prodotti alimentari:

  • ristoranti
  • tavole calde
  • bar
  • mense aziendali e interaziendali
  • punti vendita della grande distribuzione organizzata
  • mercati rionali
  • agriturismi
  • ittiturismi
  • coltivatori diretti
  • spacci aziendali alimentari

Sia chi preferisce consumare un pasto preparato presso i bar, le tavole calde o i ristoranti, sia chi opta per la preparazione di piatti personalizzati trova nel buono pasto un ottimo alleato.

Inoltre, come sottolineato in questo articolo, i buoni pasto acquisiscono un ulteriore valore per chi lavora in modalità agile.buoni pasto per partite iva

Nella top 10 dei benefit aziendali più desiderati dagli italiani in smart working, infatti, si trovano proprio i buoni pasto che nel formato elettronico risultano anche particolarmente pratici per gli uffici amministrativi, alle prese con nuove norme di distanziamento e gestione da remoto.

E al primo posto? I primi classificati sono i buoni acquisto, la cui versatilità si adatta molto bene alle complessità attuali, perché chi li riceve (anche come regalo aziendale) ha la massima libertà di scegliere come e dove utilizzarli per i propri acquisti. Se vuoi sapere di più sui vantaggi fiscali dei buoni shopping, clicca qui!

In conclusione, che si tratti di dipendenti d’azienda o di lavoratori autonomi, i buoni pasto sono apprezzati e desiderati, perché sostengono le diverse scelte alimentari e si dimostrano gli strumenti ideali per il contesto di profonde trasformazioni come quello che stiamo vivendo.

Il formato digitale è in grado di ottimizzare le procedure operative interne e di semplificare l’utilizzo presso gli esercizi aderenti al circuito, da parte dei collaboratori e dei liberi professionisti.


Nell’articolo di oggi abbiamo analizzato i vantaggi dei buoni pasto per partite IVA, sottolineando come questo benefit rappresenti un sostegno concreto anche queste categorie, oltre che per le imprese di ogni settore e dimensione.

Vuoi approfondire i vantaggi dei buoni pasto per aziende e professionisti senza dipendenti? Richiedi un preventivo cliccando qui. Oppure prenota una consulenza gratuita!

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Argomenti: buoni pasto, normativa fiscale, buoni pasto elettronici, gestione operativa

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