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Lavoro agile: chi è avvantaggiato e chi svantaggiato dallo smart working?

Con l’avvento della pandemia il numero dei lavoratori agili in Italia è in aumento. I dipendenti che lavorano da casa sono sempre di più e lo smart working è apprezzato dalla maggior parte dei lavoratori italiani, che si dichiara favorevole a lavorare totalmente da remoto.
Che impatto stanno avendo e avranno questi cambiamenti sulla società? Se lo smart working diventasse strutturale, gli effetti si potrebbero riscontrare inevitabilmente su imprese, attività commerciali, famiglie e città.


Ecco, dunque, una panoramica completa di tutti gli effetti del lavoro agile secondo il Dossier Confesercenti “Cambia il lavoro, cambiano le città”. Continua a leggere l’articolo per approfondire l’argomento e scoprire la nostra infografica dettagliata con i dati e numeri più rilevanti.

I pro e contro del lavoro agile non riguardano solo i lavoratori. Quali sono gli effetti, più o meno diretti, dello smart working a livello socioeconomico? Per rispondere a questa domanda Sodexo ha realizzato un’infografica a partire dai dati raccolti da Confesercenti.

Quella del lavoro agile è stata una vera e propria esplosione: dopo il periodo di emergenza, i lavoratori in Italia sono in continuo aumento, preferendo la possibilità di lavorare da casa rispetto alla consueta routine d’ufficio.
L’impatto di questa modalità di lavoro non riguarda, però, solo i collaboratori, ma gli effetti si riscontrano anche a livello economico e sociale, come evidenziato dal Dossier Confesercenti “Cambia il lavoro, cambiano le città”.
Lavoratori e aziende sono, dunque, fortemente influenzati da tali cambiamenti: i primi, in quanto vedono modificarsi le proprie abitudini personali e professionali; le seconde poiché dovranno dimostrarsi in grado di reagire ai mutamenti del contesto, incontrando le nuove esigenze dei lavoratori grazie al welfare aziendale. Sodexo ha raccolto i dati principali emersi dalla ricerca, sintetizzandoli in un’infografica che mette in luce chi è realmente avvantaggiato e chi svantaggiato dal lavoro agile.

Modalità di lavoro agile: quanti lavoratori riguarda? 

Prima che la pandemia rendesse necessario lo smart working, questa modalità di lavoro era poco diffusa in Italia rispetto al resto d’Europa. Come sappiamo, il lockdown e la pandemia hanno, poi, modificato a fondo le abitudini di vita degli italiani, compreso l’ambito lavorativo.

Lo smart working è dunque entrato a far parte della vita dei lavoratori e, se nell’aprile 2020 l’Italia risultava uno dei paesi più reattivi d’Europa con circa 9 milioni di lavoratori in smart working, il numero dei lavoratori agili, una volta terminata l’emergenza, non è diminuito drasticamente come si poteva pensare. Al momento, infatti, sono circa 4,5 milioni i dipendenti che lavorano quotidianamente da casa.


Guardando al futuro, quali saranno i numeri? Secondo le ricerche di Confesercenti, il 50% dei lavoratori italiani si dichiara propenso a lavorare totalmente in modalità agile, il 26% è favorevole all’adozione di una modalità ibrida, alternando casa e ufficio, e solo il 15% vorrebbe svolgere l’attività lavorativa totalmente in sede.

Complessivamente, dunque, si stima che il totale dei dipendenti coinvolti, se lo smart working diventasse strutturale, sarebbe di circa 6,2 milioni di lavoratori. Una cifra che porterà a grandi cambiamenti e avrà effetti diretti sulle loro vite, ma non solo.

Smart working: il lavoro agile che impatto ha sul sistema socioeconomico?

Imprese, famiglie, attività commerciali e città. L’implementazione del lavoro agile come modalità di lavoro strutturale e predefinita ha un impatto diretto non solo sulle abitudini di vita dei collaboratori ma anche su tutto il sistema in cui questi si muovono.

Lo smart working, quindi, impatta in modo evidente e inevitabile su:

  • Imprese
    La riduzione del personale in presenza comporterebbe un risparmio non indifferente sul totale dei costi sostenuti per l’acquisto dei locali e il consumo di energia. Un risparmio che ammonta a 12,5 miliardi di euro all’anno.
  • Famiglie
    Anche le abitudini di consumo e di spesa delle famiglie sarebbero inevitabilmente influenzate da uno regime di smart working strutturale. Il risparmio potrebbe ammontare a 9,8 miliardi di euro all’anno rispetto ai livelli pre-pandemia.
  • Attività commerciali
    L’implementazione dello smart working ha dato un forte boost all’eCommerce, abituando i lavoratori ad acquistare “a distanza”. Quello degli acquisti online non è l’unico aspetto a subire un forte impatto: pagamenti, ristorazione ma anche turismo sarebbero profondamente toccati dallo smart working strutturale tanto che le attività commerciali di questo tipo perderebbero un totale di 25 miliardi di euro all’anno. Positivo, invece, il dato che riguarda i ricavi nel commercio alimentare, i quali ammontano alla cifra di 4,3 miliardi di euro all’anno.
  • Città
    Uno dei grandi vantaggi dello smart working come modalità di lavoro strutturale, riguarderebbe le città, che verrebbero drasticamente snellite a livello di traffico. Il numero di auto e moto in circolazione si ridurrebbe di gran lunga, riducendo anche i livelli di inquinamento atmosferico.
    Si ridurrebbero di 3,9 milioni gli spostamenti giornalieri con mezzi privati e di 1 milione i passeggeri sui mezzi di trasporto pubblici.

Il welfare aziendale e lo smart working: come gestirlo al meglio 

Le modalità di lavoro, come abbiamo visto, impattano sulla vita dei lavoratori su più livelli, non solo quello individuale ma anche quello collettivo che si estende dalla famiglia all’intera comunità.
Questo è, dal punto di vista delle imprese, un importante dato da tenere in considerazione poiché, anche le aziende stesse giocano un ruolo decisivo all’interno dell’intero contesto.
In che modo? Attraverso il welfare aziendale, l’impresa rappresenta un attore essenziale in grado di influenzare i cambiamenti che lo smart working può creare a livello socioeconomico.
Per questo motivo offrire ai dipendenti un piano di welfare su misura che risponda alle esigenze del personale – compreso quello che offre le proprie prestazioni da remoto – è fondamentale.
In questo contesto, dunque, è importante che le imprese sappiano creare pacchetti personalizzati non solo sui bisogni dei collaboratori, ma anche sulla base dei cambiamenti rilevati a livello socioeconomico: formazione on-line, buoni pasto elettronici e fringe benefits sono  fondamentali per dimostrarsi reattivi ai mutamenti del contesto e disposti a supportare il proprio personale. 

I fringe benefit e la nuova soglia di esenzione per il 2022

Offrire la possibilità di usufruire di fringe benefit anche ai dipendenti che lavorano da remoto, risulta ancora più vantaggioso per entrambe le parti. Infatti, da ultima normativa Decreto Legge n.115/2022 art.12, la soglia di esenzione è stata aumentata ai 600€ per tutto il 2022.

L’iniziativa, intrapresa al fine di fornire un supporto concreto ai lavoratori in risposta ai recenti avvenimenti storici, permette ai dipendenti di aumentare il proprio potere d’acquisto. Il valore dei beni e dei servizi offerti dal datore di lavoro, infatti, non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente se l’importo complessivo non supera questa cifra.

I vantaggi dei fringe benefit riguardano anche l'impresa e si riscontrano sotto diversi punti di vista: la praticità dell'acquisto e della gestione, la soddisfazione dei collaboratori che si ripercuote positivamente anche sulle performance e il risparmio economico. Il valore dei fringe benefits che vengono offerti ai dipendenti, infatti, non è soggetto a tassazione nemmeno per l'azienda.


Nell’articolo di oggi abbiamo visto come il lavoro agile abbia conseguenze dirette sul contesto socioeconomico. Gli effetti dello smart working, infatti, non riguardano soltanto i singoli collaboratori che scelgono di lavorare da remoto ma anche tutto ciò che gravita attorno a loro: le imprese, le attività commerciali, le famiglie e le città.

Per offrire un piano di welfare ideale ai propri dipendenti in smart working, richiedi una consulenza gratuita e scopri come investire nei benefit più adatti alle esigenze dei tuoi collaboratori.

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Argomenti: benessere organizzativo, work-life balance, cultura aziendale agile

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