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Pillole di welfare: qual è il significato di fringe benefit?

significato di fringe benefit

Tra le soluzioni a disposizione delle aziende per aumentare la motivazione al lavoro e la soddisfazione dei collaboratori rispetto al proprio ruolo, troviamo i benefit, strumenti che aiutano a raggiungere l’obiettivo di diffondere benessere e migliorare la qualità della vita.

In questo nuovo articolo della rubrica Pillole di Welfare, analizzeremo il significato di fringe benefit e presenteremo alcuni esempi pratici, per aiutare le aziende a fare la scelta più adatta tra quelle a disposizione.

Qual è il significato di fringe benefit?

Nel linguaggio quotidiano, il termine fringe benefit – che letteralmente significa “beneficio secondario” – viene utilizzato per identificare una forma di retribuzione non in denaro che consente la fruizione di beni e servizi, normalmente concordati con il collaboratore e disciplinati all’interno del suo contratto con l’azienda.

Si tratta di uno strumento efficace sia per migliorare la soddisfazione e la motivazione al lavoro, sia per rafforzare l’immagine dell’azienda, capace di attrarre e fidelizzare i propri talenti. Nel prossimo paragrafo, vedremo alcuni tra i fringe benefit più diffusi.

Esempi di fringe benefit

Il mondo dei benefit aziendali è ampio e comprende diversi strumenti e iniziative che possono contribuire concretamente al miglioramento dei livelli di engagement, generando un circolo virtuoso di benessere, soddisfazione, motivazione e performance. Ecco alcuni esempi di soluzioni a disposizione delle imprese.

Auto aziendale

L’auto aziendale è un benefit particolarmente diffuso che può essere attivato e utilizzato in diverse modalità, a seconda degli accordi previsti dai contratti individuali:

  • in modo promiscuo, quindi sia per ragioni lavorative, sia private
  • per esigenze personali, senza alcun addebito per il collaboratore (in questo caso l’auto è di proprietà dell’azienda)
  • a uso esclusivamente lavorativo (i costi sono sostenuti interamente dall’azienda)
Telefoni cellulari

Se messi a disposizione anche per l’uso privato e non solo per scopi lavorativi, i telefoni cellulari sono considerati a tutti gli effetti dei benefit aziendali e il loro valore è soggetto a contribuzione e imposte per il 50%.

Polizze e assicurazioni integrative

I premi di polizze vita e assicurazioni, se disciplinati dai contratti collettivi o dagli accordi individuali, sono deducibili per l’importo parti al 12% del reddito, fino a un massimo di 5.164,57 €.

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Servizi di mensa

Per le imprese, esistono diverse modalità con cui è possibile attivare il servizio di mensa. Alcune aziende hanno a disposizione una mensa, gestita internamente o appaltata a terzi; in altri casi può essere previsto l’uso di una mensa interaziendale, in convenzione.

In alternativa, è possibile stipulare convenzioni con i ristoranti, i bar o le tavole calde che si trovano in prossimità della sede (o delle diverse sedi) aziendale o mettere a disposizione dei collaboratori i buoni pasto. Quest’ultima soluzione offre agli utilizzatori piena libertà, dal momento che hanno l’opportunità di scegliere di trascorrere la pausa pranzo dove preferiscono, all’interno di un’ampia rete di ristoranti, bar e tavole calde o utilizzare il benefit per i prodotti alimentari pronti al consumo presso gli esercizi commerciali convenzionati, compresi i punti vendita della grande distribuzione organizzata.

I vantaggi non finiscono qui: scopri tutti le caratteristiche del buono pasto, dalla A alla Z, in questo articolo!

significato di fringe benefit

Il buono pasto contribuisce a ridurre i costi aziendali: se confrontate con le spese sostenute dalle aziende per l’indennità sostitutiva del servizio di mensa, quelle previste per l’introduzione dei buoni pasto risultano più vantaggiose, dal momento che questo benefit è deducibile per competenza ai fine delle imposte dirette IRPEF, IRES e IRAP. Va ricordato, inoltre, che la Legge di Bilancio 2020 ha definito le nuove soglie di esenzione del buono pasto che risulta escluso dalla tassazione fino all’importo facciale di 4€ al giorno, per i titoli cartacei, e fino a 8€ al giorno, per quanto riguarda il formato elettronico.

Normativa fiscale

Secondo la normativa che ne regolamenta l’introduzione, i fringe benefit non concorrono a formare reddito quando il valore complessivo dei beni e servizi messi a disposizione dall’azienda non supera, nel periodo d’imposta, l’importo di 258,23€.

Benefit & welfare

Nell’ambito dei servizi di welfare aziendale, è possibile mettere a disposizione dei collaboratori degli strumenti pratici e versatili che contribuiscono ad aumentare la motivazione e a diffondere benessere. Stiamo parlando di Pass Shopping: il buono acquisto defiscalizzato, disponibile in formato cartaceo e digitale, utilizzabile presso un’ampia rete di punti vendita e le più prestigiose piattaforme eCommerce.


Nell’articolo di oggi, abbiamo analizzato il significato di fringe benefit e approfondito alcune delle soluzioni a disposizione delle aziende che vogliono incrementare la soddisfazione dei collaboratori e aumentare i livelli di engagement.

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Argomenti: normativa fiscale, incentivazione del personale, benefit aziendali, pillole di welfare

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