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Pro & contro dello smart working dopo l'emergenza

smart workingNel 2020, lo smart working si è diffuso come risposta immediata alle necessità di alcune categorie di imprese di tutelare la sicurezza dei collaboratori, senza compromettere le performance e il raggiungimento degli obiettivi.

Nell’articolo di oggi, analizzeremo l’evoluzione, i pro e contro della modalità agile e le tendenze per il futuro.

Smart working: le previsioni per i prossimi anni

L’emergenza sanitaria del 2020 ha richiesto alle aziende un’importante capacità di adattamento, che ha portato anche a un’apertura verso nuovi modelli lavorativi.

Lo smart working si è rivelato efficace per tutelare la sicurezza dei collaboratori e garantire l’avanzamento dei progetti senza interruzioni.

Da un lato, in molti si sono detti soddisfatti dell’opportunità che ha rivoluzionato l’approccio al lavoro. Dall’altro lato, hanno cominciato a delinearsi alcune prospettive per il futuro, che prevedono un maggiore equilibrio tra lavoro da remoto e attività in presenza.

Modalità di lavoro agile: i pro

L’attivazione della modalità di lavoro agile può riservare importanti benefici: l’incremento della motivazione al lavoro e il miglioramento della qualità della vita sono elementi capaci di generare un circolo virtuoso di soddisfazione, benessere e performance.

Tra gli aspetti positivi del lavoro da remoto, troviamo anche il work life balance, perché per molti collaboratori si tratta di un’opportunità preziosa per dedicare più tempo alla propria famiglia, agli hobby e alle passioni extra-professionali.

Ma non è tutto! Lo smart working ha reso possibile una gestione diversa dei gruppi di lavoro, orientata a una maggiore autonomia nei progetti e una responsabilizzazione rispetto ai risultati, piuttosto che al numero di ore trascorse davanti al computer.

In questo articolo di Business Insider, il responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano Mariano Corso ha evidenziato alcune opportunità per le imprese.

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Prevedendo maggiori flessibilità e autonomia rispetto alla scelta di luoghi e orari di lavoro, le aziende sono in grado di promuovere e valorizzare le responsabilità individuali, con un impatto anche sui livelli di motivazione.

Il Professor Corso ha poi sottolineato come sia indispensabile mettere al centro le esigenze dei collaboratori, sviluppando piani personalizzati ed efficaci per andare in contro alle loro aspettative e ottenere tutti i vantaggi di un’organizzazione agile.

Secondo i dati dell’Osservatorio, già nel 2019 il numero di collaboratori agili era incrementato di quasi centomila unità rispetto all’anno precedente, un valore destinato a crescere in modo esponenziale alla luce degli eventi del 2020.

Piccolo focus normativo sul lavoro agile

L’intervento normativo del 2020 ha semplificato l’accesso ai progetti agili da parte delle imprese, definendo i casi in cui erano attivati in modo informale e offrendo la possibilità di rafforzare i piani già consolidati.

Entrando nello specifico del trattamento economico della prestazione di lavoro, l’articolo n. 20 della Legge 81/2017 chiarisce la gestione degli strumenti di welfare da parte delle aziende.

Ad esempio, non esistono divieti rispetto al riconoscimento dei buoni pasto ai collaboratori agili, a meno che siano presenti espliciti accordi integrativi aziendali. Per saperne di più, leggi il nostro articolo dedicato!buoni pasto e smart working

Il buono pasto è stato menzionato anche tra i benefit più desiderati dagli italiani in smart working, nell’ambito di un’indagine internazionale citata in questo articolo di BTB Ore Sette.

Tra le caratteristiche dei buoni pasto, quelle più apprezzate sono la semplicità di utilizzo del formato elettronico e il sostegno concreto a scelte alimentari sane e bilanciate.

Nonostante la trasformazione digitale abbia accelerato l’integrazione di modelli di lavoro innovativi, rendendo i processi agili e aumentando le competenze, non sono in pochi ad auspicare un ritorno alla normalità. Vediamo perché, nel prossimo paragrafo.

Modalità di lavoro agile: i contro

Il lavoro smart attivato in modo generalizzato e senza una progettualità ha fatto emergere anche alcune criticità. Secondo il Corriere della Sera, non sempre la modalità agile ha risposto alle esigenze dei collaboratori come previsto.

In alcuni casi, sono state riscontrate difficoltà ad abituarsi ai nuovi ritmi, a riorganizzare gli spazi domestici e a gestire le eventuali distrazioni e interruzioni.

Tra i contro, alcuni collaboratori agili hanno segnalato una sensazione di distacco con il resto del gruppo di lavoro, legata a flussi di comunicazione poco immediati e all’impossibilità di scambiare delle chiacchiere tra colleghi.

L’articolo di Business Insider che abbiamo citato in precedenza ipotizza uno scenario futuro in cui la modalità di lavoro agile sarà protagonista nella quotidianità degli italiani, ma in modo diverso.

La nuova normalità sarà caratterizzata da un maggiore equilibrio tra lavoro agile e in presenza: si stima che nei prossimi anni saranno in 5,35 milioni a lavorare da remoto, almeno in parte.

Per essere pronte allo scenario previsto, molte aziende stanno ipotizzando una pianificazione settimanale che consenta a ogni collaboratore di lavorare in remoto da uno a due giorni alla settimana.


Nel prossimo futuro, si attende dunque un’ulteriore integrazione tra attività da remoto e in presenza. Il lavoro agile nasce proprio con questa idea, non come risposta a una situazione di emergenza, ma come un’opportunità per creare benessere organizzativo e incrementare le performance.

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Argomenti: aumentare la produttività, motivazione del personale, risorse umane, cultura aziendale agile

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