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Perché è importante valorizzare la pausa pranzo con i buoni pasto

buoni pastoLa pausa pranzo svolge un ruolo cruciale nell’incremento delle performance e nel raggiungimento degli obiettivi: i nutrienti assunti a metà giornata, infatti, permettono di mantenere alti i livelli di concentrazione e di recuperare le energie necessarie per affrontare gli impegni del pomeriggio. Oltre alla scelta degli alimenti da portare in tavola, anche il tempo, il luogo e il contesto dedicati alla pausa pranzo sono fondamentali. Ne parliamo nell’articolo di oggi, con un pratico consiglio per valorizzare questo momento di pausa, anche in modalità agile, con i buoni pasto.

Promuovere uno stile di vita sano ed equilibrato con i buoni pasto

Un’alimentazione corretta e bilanciata è importante per migliorare la salute fisica e mentale; i nutrienti assunti si trasformano in energia che, immagazzinata nell’organismo, aiuta a combattere la stanchezza, a ridurre lo stress e a mantenere alti i livelli di concentrazione. Dedicare il giusto tempo a una pausa pranzo bilanciata e sana può migliorare l’umore, la qualità della vita e il benessere.

Un’indagine condotta da Doxa e ripresa in questo articolo di Repubblica sottolinea come la maggior parte degli italiani non rinunci al momento della pausa per il pranzo che dura, in media, 40 minuti, un tempo ritenuto sufficiente per staccare la spina e ricaricare le energie. Sono in tutto 18 milioni di persone a consumare un pasto a metà giornata. Dalla stessa ricerca, tuttavia, emerge che una percentuale ancora troppo alta rinunci al pranzo o se lo conceda solo raramente (il 18%), mentre il 24% delle persone intervistate pranza abitualmente in ufficio, il 20% usufruisce del servizio di mensa aziendale e il 14% opta per un pranzo fuori sede, utilizzando anche i buoni pasto. All’interno della percentuale di coloro che consumano abitualmente il pasto in sede, troviamo sia collaboratori che si concedono una pausa pranzo di qualità - quindi lontana dagli schermi e lunga il tempo necessario - sia chi, invece, consuma snack o alimenti freddi, in pochi minuti davanti al computer.

La diffusione dello smart working e la tendenza a lavorare in modalità agile per più giorni consecutivi, oltre a riservare molti vantaggi in termini di work life balance e miglioramento del benessere, hanno un impatto anche sulle abitudini alimentari.

Se da un lato molti smart worker approfittano di questa opportunità per dedicarsi all’esperienza culinaria, sfruttando il tempo a disposizione per cucinare piatti curati, dall’altro lato la modalità agile potrebbe rafforzare abitudini poco salutari, come il consumo di cibi ricchi di conservanti, in poco tempo e senza mai allontanarsi dal computer.

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Trascorrere il momento della pausa pranzo davanti a un dispositivo, magari con le notifiche di ricezione di email o messaggi istantanei attivi, a lungo termine, può rivelarsi dannoso per la salute. Una ricerca dell’Università di Bristol ha evidenziato come il consumo passivo di cibo possa influire negativamente sulla sensazione di sazietà, portando a una maggiore assunzione di calorie e a un incremento della sindrome metabolica, con conseguenze anche sul calo diffuso di memoria. Consumare un pasto in modo frettoloso e disattento, a prescindere dal tipo di nutriente assunto, non aumenterebbe solo il rischio di contrarre il diabete o malattie cardiovascolari, quindi, ma potrebbe causare una perdita di attenzione, di concentrazione e performance.

Le imprese, e in particolar modo il dipartimento HR - coinvolto nella promozione di comportamenti efficaci e iniziative per migliorare la qualità della vita – possono avere un ruolo determinante nella valorizzazione della pausa pranzo. In ufficio, così come a casa, dedicare a questo momento tempi e luoghi adatti è fondamentale per generare un circolo virtuoso di benessere, motivazione, soddisfazione e performance.

Come supportare lo sviluppo di questi elementi?

Le aziende che non prevedono il servizio di mensa possono contribuire alla diffusione di abitudini sane e di stili di vita equilibrati, mettendo a disposizione uno tra i benefit più apprezzati e utilizzati in Italia. Stiamo parlando del buono pasto, che offre ai collaboratori l’opportunità di trascorrere una pausa pranzo di qualità, scegliendo tra gli esercizi commerciali convenzionati con le società emettitrici. Oltre a rappresentare un contributo concreto alla spesa alimentare, questo benefit è una soluzione che risponde in modo personalizzato ai diversi gusti ed esigenze, come intolleranze o allergie.

E per chi lavora da remoto? ANSEB, l’associazione nazionale società emettitrici buoni pasto, ha recentemente pubblicato sul suo sito una circolare, scaricabile a questo link, dedicata al riconoscimento del buono pasto ai collaboratori in smart working.

buoni pasto

Il documento sottolinea che chi svolge la propria prestazione lavorativa in modalità agile, laddove non vi siano accordi che escludano esplicitamente i collaboratori dal godimento del benefit, ha diritto a ricevere regolarmente i buoni pasto.

Per quanto riguarda l’utilizzo, le disposizioni introdotte nel 2017 dal Decreto del MiSE hanno aperto a novità importanti, come la possibilità di utilizzare i buoni pasto presso la grande distribuzione, per prodotti alimentari pronti al consumo con i quali preparare piatti sani per la propria pausa pranzo. Leggi di più nell'articolo "Dove usare i buoni pasto?".


Come abbiamo visto nell’articolo di oggi, anche le pause sono importanti per raggiungere l’obiettivo di incrementare la motivazione al lavoro e le performance. Valorizzarle con un benefit innovativo e personalizzato si può rivelare una strategia decisamente efficace. Scopri come migliorare il benessere dei tuoi collaboratori: richiedi una consulenza personalizzata!

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