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Reverse mentoring: cos'è e perché è un valore aggiunto in azienda

Una forza lavoro multigenerazionale può, di primo acchito, sembrare un ostacolo per lo sviluppo dell’impresa. Al contrario le differenze generazionali sono un valore aggiunto perché permettono la contaminazione di competenze, punti di vista e know how differenti. Proprio a questo serve il reverse mentoring, la nuova frontiera della formazione aziendale che può rappresentare un vantaggio competitivo per le imprese che la applicano.

Ecco in cosa consiste, come adottarlo e tutti i vantaggi del reverse mentoring.

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Quando la forza lavoro è intergenerazionale l’azienda deve inevitabilmente fare i conti con alcune difficoltà. La diversità d’età, però, non è solo un ostacolo: come trasformarla in un plus?

Le diverse generazioni hanno modi molto differenti nell’approccio al lavoro. Le scale valoriali, i livelli di esperienza e i riferimenti culturali che plasmano i singoli individui influiscono anche sul piano professionale. Collaboratori appartenenti a generazioni differenti, inevitabilmente possono correre il rischio di non comprendersi e scontrarsi sotto vari aspetti.

Dall’altro lato, però, la diversità è un valore aggiunto poiché può creare fervidi scambi in grado di contribuire al miglioramento del benessere organizzativo. Con il confronto- di conoscenze, esperienze, ma anche punti di vista e opinioni - si può assistere a un tangibile incremento delle competenze, con evidenti effetti positivi anche sulla produttività dell’intera azienda.

Il reverse mentoring rappresenta una delle migliori soluzioni per poter integrare competenze e know-how dei diversi collaboratori di un’azienda, mettendo diverse generazioni a confronto e dando vita a un fertile dialogo. Ecco di cosa si tratta e perché è utile fare reverse mentoring in azienda.

Cos’è il reverse mentoring?

Il reverse mentoring è una modalità di mentoring aziendale che – come suggerisce l’espressione – consiste in programmi di formazione e tutoraggio “al contrario”. Diversamente da quanto accade di solito, nel caso del reverse mentoring sono i membri junior a insegnare e condividere le proprie conoscenze con i membri più senior dell’azienda.

A salire in cattedra, perciò, sono i giovani talenti dell’impresa che, nonostante la mancanza di esperienza, possono offrire le loro skill in ambito digital contribuendo ad aggiornare tutto il team.

A cosa serve il reverse mentoring?

Applicare questo tipo di formazione in azienda ha innumerevoli vantaggi, diretti e indiretti, che tutti i reparti HR dovrebbero prendere in considerazione.


I benefici del reverse mentoring sul clima organizzativo

Innanzitutto, il reverse mentoring permette alle aziende di coinvolgere i talenti intercettandone le skill e le potenzialità. Allo stesso tempo, favorendo momenti di scambio intergenerazionale, si contribuisce a sviluppare una cultura aziendale condivisa che possa motivare i collaboratori e aumentarne quindi la produttività. Come abbiamo già accennato, attraverso il reverse mentoring si contribuisce a ridurre il gap generazionale, avvicinando chi appartiene a generazioni tra loro lontane per mindset e attitudine professionale.

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Il reverse mentoring nell’era della digital transformation

Il beneficio più importante che l’impresa può ottenere organizzando momenti di formazione reverse, è legato all’apprendimento delle competenze e skill informatiche da parte dei membri più senior dell’organizzazione.

In un contesto in cui la digital transformation è sempre in continua evoluzione, l’Italia si conferma uno dei Paesi europei con i più bassi livelli di digitalizzazione. Secondo uno studio effettuato da ISTAT “Imprese e ICT”, emerge che nel 2021, il 60,3% delle Piccole e Medie Imprese Italiane (PMI) ha raggiunto un livello base di digitalizzazione: il nostro Paese, infatti, si attesta solo al 19esimo posto in Europa.

La pandemia ha senza dubbio evidenziato la necessità da parte delle aziende di adottare le tecnologie digitali, sia nel rimodellamento delle infrastrutture e dei modelli di business, sia nella quotidianità lavorativa (basti pensare alle modalità di lavoro agile).

Alla luce di questa situazione, il reverse mentoring, come soluzione per implementare le conoscenze interne in ambito digital e tech, può rappresentare un vantaggio competitivo per le aziende. Le figure junior, infatti, appartengono a quelle generazioni che possono essere definite “tech savvy” e “tech native” ovvero quelle persone che sono nate e cresciute nell’era digitale e sono naturalmente diventate esperte di tecnologia.

 

Reverse mentoring in azienda: come attuarlo?

Per far sì che il reverse mentoring sia efficace sul lungo periodo, è necessario che l’azienda studi e progetti un processo formativo su misura delle proprie esigenze.

Il reverse mentoring, infatti, può essere organizzato in diverse modalità:

  • Incontri one-to-one, in cui l’appuntamento è “faccia a faccia” tra mentor e mentee;
  • Group mentoring, ovvero il caso in cui un gruppo di mentee viene guidato da un unico mentor di riferimento;
  • Peer mentoring, in cui la relazione avviene in assenza di gerarchia, come una sorta di brainstorming, creando dunque uno scambio “alla pari”;
  • Mentoring misto, che consiste nel pianificare incontri di formazione in modalità mista;
  • Blended mentoring, cioè a metà tra la formazione in presenza e quella da remoto;
  • Mentoring a distanza, ideale per quelle aziende che praticano costantemente smart working.

Affinchè il reverse mentoring in azienda sia efficace, perciò, deve tenere conto delle esigenze dei propri collaboratori, per creare percorsi di formazione che realmente incontrino le necessità e i gap di conoscenza dei mentee.


Incrementare il livello di know-how in ambito digital e tech della propria azienda incide positivamente, sia sui dipendenti sia sull’intera organizzazione. Dare valore e importanza alla formazione, non solo delle figure junior ma anche dei collaboratori più senior, è indice di forte attenzione nei confronti dei dipendenti da parte dell’azienda e questo contribuisce a incrementare i livelli di motivazione del personale e produttività.

Insieme a un programma di welfare aziendale che punti a soddisfare le esigenze dei collaboratori e valorizzare il loro potere d’acquisto, la formazione ha un ruolo fondamentale: integrando programmi di reverse mentoring ai benefit aziendali Sodexo, contribuirai positivamente alla creazione di un importante vantaggio competitivo per la tua azienda.

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Argomenti: incentivazione del personale, motivazione del personale, formazione

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