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Motivazione al lavoro & smart working: il legame sorprendente

motivazione al lavoroCome aumentare la motivazione al lavoro? Se lo domandando molte imprese e dipartimenti HR che si pongono l’obiettivo di migliorare la percezione dei collaboratori rispetto al ruolo svolto. La digitalizzazione e la creazione di spazi di lavoro sempre più ibridi, infatti, hanno rivoluzionato l’approccio agli impegni e alle responsabilità, offrendo soluzioni orientate contemporaneamente al raggiungimento degli obiettivi e alle necessità delle persone.

Parliamo in particolare di smart working e della possibilità di lavorare da remoto senza compromettere in alcun modo le performance. Continua a leggere l’articolo per saperne di più.

Perché la motivazione al lavoro è un elemento determinante per le aziende?

La motivazione al lavoro è fondamentale per le imprese, perché è capace di generare nei collaboratori una forza interiore che li porta a svolgere le attività con una maggiore responsabilità, incrementando le performance e la soddisfazione rispetto al proprio ruolo.

motivazione al lavoro

Nei prossimi paragrafi, risponderemo ad alcuni dubbi che riguardano il legame tra modalità di lavoro agile e motivazione dei collaboratori, offrendo alcuni consigli al dipartimento HR.

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Come migliorare la motivazione al lavoro introducendo lo smart working

Lo smart working prevede una completa autonomia rispetto alle modalità di lavoro. Anche se indirettamente, all'interno di questa definizione rientrano concetti quali la flessibilità, il riadattamento degli spazi, l’assenza di vincoli e barriere.

Ripensare l’ambiente di lavoro in quest’ottica è una scelta strategica per l’azienda perché permette di rispondere in modo efficace all'emergere di nuove necessità dei collaboratori. Adottando strumenti innovativi, si orienta l’organizzazione all'incremento della motivazione al lavoro, perché migliora la qualità della vita.

Ed è proprio questo il legame tra smart working, soddisfazione e performance: le misure personalizzate e su misura influenzeranno positivamente la percezione dei collaboratori nei confronti dell’azienda che le mette a loro disposizione.

Non è tutto, perché questa modalità di lavoro ibrida ha modificato l’idea di performance e rispetto degli impegni. Aprendo a uno scenario digitalizzato e smart, non si misurano i risultati in base alle ore passate al lavoro, ma al raggiungimento degli obiettivi. Questa visione migliora notevolmente i rapporti tra colleghi, tra collaboratori e manager, perché consolida la stima e la fiducia reciproche.

Da lavoro smart a work-life balance, il passo è davvero breve. Pensiamo, ad esempio, ai minuti o alle ore impiegate per raggiungere e tornare dal luogo di lavoro. Questo tempo può essere impiegato per dedicarsi a hobby e passioni o, più semplicemente, per trascorrere del tempo con i propri cari.

È fondamentale sottolineare che fare smart working non equivale semplicemente a lavorare da casa, ma disporre di una maggiore flessibilità rispetto ai tempi e ai luoghi in cui svolgere le attività e lavorare per obiettivi. Di questa e altre caratteristiche cruciali si è parlato nel corso dell’evento online organizzato dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel prossimo paragrafo troverai alcuni dati interessanti sulla diffusione del lavoro agile in Italia.

La diffusione del lavoro agile in Italia

L’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano è attivo dal 2012, con l’obiettivo di analizzare la trasformazione delle modalità di lavoro.

Nel corso dell’evento online del 15 maggio 2020, Fiorella Crespi - Direttore dell’Osservatorio - ha evidenziato come già a ottobre 2019 gli smart worker italiani fossero circa 570 mila. Tra questi, si trovano sia le iniziative strutturate di lavoro agile, con accordi fra imprese e collaboratori o individuali, progetti formativi, procedure e regole ben precise, sia quelle informali in cui responsabili e collaboratori concordano gli obiettivi da raggiungere e la possibilità di lavorare anche da remoto.

Quando lo smart working fa parte di una strategia aziendale volta alla diffusione di una cultura organizzativa agile, il progetto comprende:

  • la digitalizzazione dei processi
  • la disponibilità di strumenti per il lavoro da remoto
  • l’integrazione (anche negli spazi fissi, come gli uffici) di tecnologie per comunicare a distanza
  • lo sviluppo di una capacità di leadership basata sulla delega e sulla fiducia, più che sul controllo

La situazione attuale 

I dati diffusi dall’Osservatorio si riferiscono al 2019 e non potevano certo prevedere la diffusione su larga scala (e in molti casi obbligata) dello smart working nei primi mesi dell’anno 2020.

La risposta all’emergenza ha portato, in alcuni casi, a una maggiore confusione tra telelavoro e lavoro agile, tuttavia la possibilità di svolgere le proprie mansioni da remoto ha significato per molte aziende italiane di garantire la sicurezza dei propri collaboratori, in un contesto davvero straordinario e imprevedibile.

Rispetto al concetto ideale di lavoro agile, sono mancati alcuni aspetti fondamentali:

  1. l’autonomia rispetto alla scelta del luogo di lavoro; con molte sedi e ufficio chiusi, non esisteva alternativa alla propria abitazione
  2. la formazione dei manager e dei collaboratori per imparare a lavorare per obiettivi, delegare, valutare e gestire i team da remoto, attuando un cambio di mentalità necessario a una maggiore responsabilizzazione

L’aspetto positivo è stato la comprensione che quella agile sia una modalità di lavoro non solo possibile e praticabile, ma anche vantaggiosa persino per aziende e ruoli che prima non la consideravano tale. In particolare, è stato apprezzato il supporto dello smart working alla gestione dei figli a casa.

Analizziamo nel dettaglio tutti gli altri vantaggi, nel prossimo paragrafo.

Non solo motivazione al lavoro: tutti i vantaggi dello smart working per le aziende

Secondo il report dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, dal punto di vista delle imprese, l’introduzione della modalità di lavoro agile presenta numerosi benefici, tra cui un maggiore livello di coinvolgimento (l’alto engagement è segnalato nel 33% degli smart worker e nel 21% dei collaboratori non smart delle aziende coinvolte nell’indagine).

L’aumento dell’autonomia genera poi una sensazione di fiducia che consente di migliorare la motivazione al lavoro, portando a un incremento delle performance stimato tra il 15% e il 20%.

motivazione al lavoroLa cultura aziendale agile rientra anche tra gli elementi valutati dai talenti in fase di recruiting che sono quindi più attratti dalle aziende che l’hanno introdotta.

I vantaggi per i collaboratori, oltre alla motivazione che determina un alto grado di soddisfazione, rispetto al rapporto sia con i colleghi, sia con i propri responsabili, si concretizzano in:

  • realizzazione del work life balance
  • riduzione dei livelli di stress (dovuto ad esempio al pendolarismo)
  • abbassamento dei costi per i trasferimenti casa-lavoro

Infine, da un punto di vista di responsabilità sociale, l’introduzione dello smart working può contribuire a ridurre il traffico e le emissioni e a incoraggiare un uso più efficace dei mezzi di trasporto pubblico, grazie alla flessibilità oraria.

Fin qui, abbiamo analizzato le ragioni che portano all'introduzione di questa iniziativa in azienda, ma potrebbero esserci anche delle controindicazioni? Erroneamente, si potrebbe pensare che lavorando da remoto si dedichi meno tempo agli impegni professionali rispetto a quanto si farebbe tra le mura dell’ufficio.

In realtà, applicando la modalità di lavoro agile, si può davvero raggiungere l’efficacia e aumentare la soddisfazione.

A questo proposito, il dipartimento HR ha un ruolo cruciale: una formazione completa e aggiornata per i collaboratori è il primo passo. Vediamo cosa deve comprendere la comunicazione, con alcuni consigli per chi lavora da remoto.

Alcuni consigli pratici per la motivazione dei collaboratori in smart working

Esistono anche alcune criticità che si possono verificare a valle dell’introduzione dello smart working, ad esempio la percezione di isolamento del collaboratore, l’aumento delle possibili distrazioni esterne – come la presenza dei figli in casa – e le difficoltà della comunicazione da remoto.

Per superare queste eventualità e invece cogliere tutti gli aspetti positivi della cultura agile, ti proponiamo alcuni suggerimenti che il dipartimento HR può condividere a tutti i livelli in azienda.

Cominciare la giornata lavorativa

Per ottenere veri benefici dallo smart working, il team HR non dovrebbe trascurare un aspetto cruciale: la giornata in home office deve cominciare come ogni altra, con la sveglia al solito orario, una buona colazione, una doccia e abiti comodi. In questo modo, oltre ad adattarsi alla nuova postazione di lavoro da remoto, si è pronti in qualunque momento a ricevere una telefonata o a collegarsi in videoconferenza con clienti e partner.

motivazione al lavoro

Organizzare l’agenda e gli impegni in programma

È fondamentale pianificare con attenzione l’agenda di lavoro e le attività della giornata, soprattutto in modalità smart, perché potrebbe capitare di distrarsi. Definire le priorità permette di avere un quadro completo degli obiettivi quotidiani e la gestione dei progetti attivi. Questo consente di non dedicare troppo tempo a una sola attività, ma di ottimizzare le ore in base ai task pianificati.

Confrontarsi con i colleghi

Si tratta di un elemento fondamentale, soprattutto quando si lavora da remoto. Per essere presenti e proattivi se in sede si è svolta una riunione, ad esempio, è bene contattare i colleghi per chiederne gli sviluppi. Allo stesso modo, se il team è in procinto di discutere di un’attività che riguarda anche i collaboratori smart, sarebbe buona norma organizzare una call di aggiornamento. Una buona connessione a internet è tutto ciò che serve per essere coinvolti anche da remoto.

Prevedere delle pause

A casa, così come in ufficio, è bene dedicare del tempo a sé stessi, fondamentale per staccare la spina e ricaricare le energie. Valgono le stesse best practice del luogo di lavoro: un pranzo consumato velocemente alla scrivania non è un’abitudine salutare e a lungo termine può compromettere il benessere psicofisico; trascorrere del tempo lontano dallo schermo aiuta a ritrovare la giusta motivazione e a riprendere le attività con una maggiore concentrazione.


Nell'articolo di oggi abbiamo analizzato il legame sorprendente tra motivazione al lavoro e smart working, approfondendo in modo particolare il ruolo del dipartimento HR nell'orientamento dei collaboratori verso l’utilizzo di questa modalità di lavoro e dell’organizzazione agile. Sebbene spesso si tratti di un argomento sottovalutato, una corretta gestione del tempo, soprattutto da remoto, è strategica per incrementare la motivazione e le performance.

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Argomenti: benessere organizzativo, motivazione del personale, cultura aziendale agile

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